Il gatto che abita il cuore del governo britannico non è un semplice animale domestico: è Larry, il celebre Chief Mouser to the Cabinet Office. Preso in custodia al Battersea Dogs and Cats Home e trasferito al numero 10 di Downing Street nel febbraio 2011, Larry è diventato presto più di un cacciatore di topi: è una presenza familiare che mette una nota di leggerezza nella vita politica quotidiana.
Un volto noto fra le mura di governo
Le sue apparizioni nelle foto ufficiali e agli eventi istituzionali gli hanno conferito una dimensione simbolica che va oltre il ruolo pratico. Nelle immagini di Stato Larry smorza le tensioni, offre un punto di riferimento affettivo per il pubblico e rende più umana la facciata dell’amministrazione. La sua semplice presenza comunica stabilità: mentre i leader cambiano, lui resta.
Da rifugio a corridoi del potere
Il passaggio dal rifugio al numero 10 non fu solo una curiosità: segnò il ritorno di un animale “di servizio” dentro l’abitazione del primo ministro. Nei registri ufficiali troviamo annotati compiti dal sapore rituale — accogliere gli ospiti, ispezionare gli angoli più nascosti, testare la comodità dei divani — ma soprattutto testimonianze di una convivenza continua e riconoscibile. Quelle piccole abitudini quotidiane aiutano a normalizzare l’istituzione agli occhi dei cittadini.
Sotto sei primi ministri, sempre lo stesso titolo
Larry ha mantenuto il suo ruolo attraverso sei successivi primi ministri — da David Cameron, che ne favorì l’arrivo, fino agli ultimi occupanti del numero 10 — conservando routine e titolo nonostante i ripetuti cambi di governo. Più che un “lavoro”, la sua lunga permanenza è diventata un simbolo di continuità: un elemento rassicurante che sfugge alle logiche delle campagne elettorali e dei sondaggi.
Tra caccia e posa da star
La fama di Larry si nutre di due aspetti contrastanti. Da un lato ci sono foto che lo ritraggono con piccoli trofei, prova delle sue abilità da cacciatore. Dall’altro, tante immagini lo mostrano intento a posare, a distendersi beato sul davanzale o a ignorare con nonchalance l’agitazione intorno a lui. Un fotografo che lo ha seguito lo descrive più come un seduttore che come un guerriero: appetibile per gli obiettivi, incapace di passare inosservato.
Siparietti internazionali
Le visite di capi di Stato a Downing Street hanno regalato qualche momento imprevedibile: Larry è saltato in alcune foto ufficiali, si è infilato sotto automobili di corteo e, in un’occasione, ha strappato un sorriso al presidente ucraino. Questi piccoli incidenti di protocollo finiscono spesso per umanizzare i rapporti diplomatici e trasformare la rigidità delle cerimonie in immagini più leggere, che il pubblico apprezza.
Convivenze, rivalità e abitudini
Nel corso degli anni Larry ha condiviso spazi con altri animali legati agli uffici governativi — tra cui il famoso Palmerston del Foreign Office — e non sono mancati momenti di tensione, piccole scaramucce di territorio che sembrano ricordare quanto siano radicate le dinamiche di convivenza anche fra animali. Nonostante l’età avanzata — si stima abbia superato i diciotto anni — il gatto continua a pattugliare il suo perimetro e a preferire i posti caldi, come il davanzale sopra il termosifone, per i riposini pomeridiani.
Un piccolo “soft power”
Alla luce di tutto ciò, Larry assume la veste di un soft power informale: non propaganda, ma presenza rassicurante che contribuisce a modellare l’immagine pubblica della sede di governo. Molti osservatori ritengono impensabile privarsi di una figura tanto popolare: toglierla significherebbe rischiare una reazione negativa dell’opinione pubblica e perdere un elemento di sintonia emotiva con la cittadinanza.
Restare o cambiare: cosa ci dice Larry sulla politica
Più che sul suo talento come cattura-topi, oggi si discute del valore simbolico che Larry porta con sé. Studiosi come Philip Howell hanno sottolineato come la presenza stabile di un animale in contesti pubblici offra un’ancora emotiva per il pubblico, una sorta di punto fermo che sfugge alle oscillazioni politiche. Nei prossimi cambi di governo, il suo ruolo continuerà a essere osservato: non tanto per il suo operato pratico, quanto per il conforto e la continuità che riesce a trasmettere.