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Le manifestazioni in Iran non si fermano nonostante il blackout internet

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Le proteste in Iran si intensificano mentre le autorità tentano di soffocare il dissenso.

Negli ultimi giorni, l’Iran è stato teatro di proteste di massa che continuano a manifestarsi nonostante un forte intervento governativo. La capitale, Teheran, ha visto decine di persone riunirsi in diverse aree, sfidando il blackout di internet e la repressione violenta delle autorità. Video autentici mostrano manifestanti che celebrano con fuochi d’artificio e cori contro il regime, esprimendo il loro sostegno per la dinastia Pahlavi, deposta dopo la Rivoluzione Islamica del 1979.

La situazione attuale in Iran

Secondo l’Osservatorio indipendente Netblocks, l’interruzione dell’accesso a internet è stata dichiarata da oltre 60 ore, un’azione che rappresenta un grave rischio per la sicurezza e il benessere dei cittadini iraniani. Questo blackout ha reso difficile la comunicazione e ha ostacolato ulteriormente le possibilità di organizzazione delle manifestazioni, ma non ha fermato la volontà del popolo di esprimere il proprio malcontento.

Il contesto delle manifestazioni

Le proteste sono state inizialmente innescate da un diffuso malcontento economico, ma si sono rapidamente evolute in un movimento contro il regime stesso. La risposta delle autorità, che include misure di repressione come arresti di massa e l’uso della forza contro i manifestanti, ha solo intensificato la determinazione delle persone a far sentire la propria voce. Secondo fonti, almeno 39 persone sono state uccise e oltre 2.260 arrestate durante questi eventi tumultuosi.

Il ruolo del principe Pahlavi

In questo contesto, il principe Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto, ha lanciato un appello per una mobilitazione di massa, invitando gli iraniani a unirsi nelle piazze in segno di protesta. I suoi inviti hanno trovato risposta in diverse città, dove i cittadini hanno intonato slogan come “Morte al dittatore!” e “Pahlavi tornerà!”, evidenziando la nostalgia per un periodo passato e una chiara opposizione al governo attuale. Pahlavi ha esortato gli iraniani a dimostrare la propria determinazione a fronte di un regime che non riconosce i diritti dei suoi cittadini.

Le reazioni internazionali

Il clima di instabilità in Iran ha attirato l’attenzione internazionale, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha minacciato di intervenire in caso di violazioni dei diritti umani da parte del governo iraniano. I commenti di Trump hanno scatenato reazioni nel governo di Teheran, che ha descritto le affermazioni statunitensi come ipocrite. Nonostante ciò, il Dipartimento di Stato americano ha continuato a monitorare la situazione, evidenziando le difficoltà economiche e i disordini sociali che affliggono il paese.

Le conseguenze delle proteste

Le manifestazioni in corso rappresentano una sfida significativa per il governo iraniano e per la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei. Mentre il regime cerca di mantenere il controllo, la mancanza di una leadership chiara tra i manifestanti potrebbe complicare ulteriormente la situazione. Tuttavia, la crescente mobilitazione popolare indica un cambiamento potenziale nell’atteggiamento della società iraniana verso la propria governance.

In conclusione, le attuali proteste in Iran non solo riflettono le frustrazioni economiche e sociali della popolazione, ma segnano anche un momento cruciale nella storia del paese. La determinazione degli iraniani a far sentire la propria voce di fronte a un regime oppressivo potrebbe portare a un cambiamento significativo, ma il futuro rimane incerto.