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Le sfide della connettività industriale del futuro

L’idea di una rete che colleghi dispositivi isolati è al cuore dell’industria 4.0, sulla base del meccanismo dell'IoT (Internet delle cose).

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La maturità aziendale si traduce, ormai, anche nei gradi di trasformazione digitale e nel livello di connettività raggiunti dall’impresa. L’aggiornamento digitale, in termini di connettività e di passaggio alle grandi reti 5G, è fondamentale per oltre l’85% delle imprese industriali più grandi: a queste aziende d’avanguardia spetta un’importante funzione trainante nel campo dell’innovazione digitale industriale, nonché un consistente vantaggio competitivo.

Se l’85% delle aziende più mature si avvale di tecnologie del tipo IIot (Industrial Internet of Things – in riferimento all’applicazione in ambito industriale della tecnologia IoT), diversa è la situazione per il 66% delle imprese a media maturità tecnologica o quello del 17% a bassa maturità in termini di connettività. Il gap non si traduce soltanto nell’accesso alle reti 5G, ma ha importanti ricadute nella gestione e nel controllo della produttività, nonché sull’efficienza dei sistemi di sicurezza adottati.

Padroneggiare già una forma di tecnologia avanzata, quale l’Internet delle cose industriale, permette alle industrie d’avanguardia di cambiare radicalmente anche la logica degli investimenti futuri, che possono concentrarsi su altre forme di analisi su Cloud (77%) e monitoraggio (76%). Per le imprese di medio e piccolo calibro, invece, la necessità di riconfigurare la connettività IIoT (prioritaria per le industrie più piccole) si accompagna a investimenti in intelligenza artificiale (23%), realtà virtuale aumentata (sempre al 23%) e altre forme di connettività via cavo (per le medie industrie, al 60%), nelle forme, ad esempio, di connessioni ethernet industriali come quelle accessibili con gli switch moxa.

I benefici dell’industria 4.0

L’idea di una rete che colleghi dispositivi isolati è al cuore dell’industria 4.0, che si basa appunto sulla possibilità di far dialogare tra loro macchine indipendenti. Questo meccanismo è quello che si definisce IoT (Internet delle cose – Internet of things), la cui applicazione in campo industriale ha portato a un’autentica rivoluzione. Se – quasi all’unanimità – il 99% dei direttori d’industrie ad alta maturità riconosce la necessità di investire nella IIoT, i benefici e le nuove necessità che, a cascata, derivano dall’applicazione di nuove forme di connettività sono evidenti.

I fermi di produzione imputabili a problemi di connettività possono trasformarsi in perdite consistenti per le industrie più piccole, così come in alti costi in termini di soddisfazione del cliente per le imprese più grandi e mature. Una maggior efficienza, al fine di evitare questi fermi, gravi soprattutto nell’industria manifatturiera, non può che essere ricollegata all’utilizzo di una connessione 5G, la cui implementazione a livello industriale permetterà di velocizzare di 100 volte l’invio e la ricezione di dati, accompagnando il tutto a una bassa latenza, equivalente a 2 millisecondi.

La connessione tra i sistemi e le macchine presenti all’interno di un’azienda, e tra aziende diverse, garantisce un margine di sviluppo imponente, in termini di potenzialità, cui però si deve accompagnare una tecnologia il più possibile sicura e flessibile. In termini di flessibilità, le capacità di un sistema di adattarsi alla nuova quantità di dati proposta da connessioni 5G diventano fondamentali nella reazione alla crescita di informazioni e input adesso in circolazione.

A livello di sicurezza virtuale, sarà invece doveroso – per le aziende di tutti i livelli – investire in cyber security, per la tutela di clienti, dipendenti, piani e procedure. Una rete protetta, veloce ed efficiente, dunque, non potrà che garantire elevata operatività alle macchine di tutti i settori, con una ricaduta da non sottovalutare sull’elemento umano. Infatti, se le fasi di inattività e i fermi di produzione sono ridotti a pochi episodi nel corso di un anno (come nei casi delle aziende di più alto spessore, contro la cadenza settimanale che invece interessa le imprese più piccole), saranno minori le occasioni in cui il personale sarà chiamato a svolgere opere di manutenzione. Il personale sarà dunque investito da responsabilità più creative, che non possono essere delegate all’elettronica.

La sfida della quarta rivoluzione industriale

L’industria 4.0 richiede un approccio attento e competente. La prima competenza necessaria è quella che permette di orientarsi nel nuovo contesto offerto dalle IT (Information Technology), per capire su quali forme di connettività investire. In tal senso, è necessario in primo luogo investire sulla preparazione dell’elemento umano, affinché sia chiaro a qualsiasi industria quali sono i bisogni e le risposte da ricercare nelle nuove tecnologie. Se nell’accesso alle IIoT si riscontra una forte differenza tra le aziende più grandi e le più piccole, va comunque rivelato che – indipendentemente dalle dimensioni e dalla maturità delle imprese – l’handicap di competenze interessa buona parte delle industrie.

La rivoluzione tecnologica industriale in corso ha una ricchezza di potenzialità non indifferente, che si traduce non soltanto nell’implementazione di reti 5G a livello di micro e macro-industria, ma va oltre il trasferimento di grandi quantità di dati. Una riconfigurazione completa degli spazi, che saranno svincolati dai cavi che collegano i macchinari, renderà – grazie alla tecnologia wireless – l’ambiente industriale più flessibile, nella disposizione delle macchine, nelle fasi di controllo e in quelle di monitoraggio. Accettare la sfida posta dalla connettività si rivelerà fondamentale per tutte le imprese più piccole e le medie che vorranno partecipare al nuovo modello di industria che la tecnologia oggi propone.

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