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Nel 2026, l’economia russa ha mostrato segnali di cambiamento, con un significativo calo dell’inflazione secondo i dati forniti dall’agenzia statale Rosstat. Questo sviluppo è il risultato di una serie di politiche messe in atto dalla Banca Centrale russa, che ha mantenuto i tassi di interesse intorno al 20% per quasi due anni.
Questo approccio ha cercato di contenere l’inflazione che era esplosa a causa di un aumento delle spese militari e di altre pressioni economiche.
Il calo dell’inflazione e le reazioni del mercato
Nel 2026, l’inflazione è scesa a circa 5,6%, un netto miglioramento rispetto al 9,5% del 2026 e al di sotto delle aspettative iniziali della Banca Centrale e degli analisti. Questo calo ha dato il via a una serie di misure economiche, con la Banca Centrale che ha iniziato a ridurre gradualmente i tassi di interesse, in risposta a un rallentamento della crescita dei prezzi e alle lamentele delle imprese riguardo ai costi elevati per i prestiti.
Impatto sulla crescita economica
Il terzo trimestre del 2026 ha visto una crescita economica quasi nulla, con un cambiamento significativo nella dinamica economica del paese. A novembre, l’inflazione ha toccato il 6%, in calo rispetto al 7% del mese precedente, segnando il più grande abbassamento annuale del 2026. La Banca Centrale ha fissato un obiettivo di inflazione del 4% entro il 2027, cercando di stabilizzare ulteriormente l’economia.
Le sfide fiscali e le nuove misure governative
Tuttavia, il rallentamento della crescita ha messo sotto pressione le già fragili finanze pubbliche della Russia. Per affrontare un deficit di bilancio di circa 50 miliardi di dollari accumulato nel 2026, il governo ha deciso di aumentare le tasse, cercando di attingere ai fondi dei cittadini e delle aziende. Questo aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), passata dal 20% al 22%, entrerà in vigore all’inizio del 2026 e si prevede che riporterà un aumento dell’inflazione nei primi mesi dell’anno.
Effetti delle sanzioni internazionali
Le sanzioni imposte dall’Occidente, in particolare quelle rivolte al settore energetico russo, hanno avuto un impatto considerevole. Le entrate provenienti dalle esportazioni di petrolio e gas sono state gravemente compromesse, costringendo la Russia a riconsiderare i suoi alleati commerciali. Con il costo del carburante aumentato a causa delle restrizioni, la dipendenza della Russia dalle esportazioni a basso costo di materie prime è diventata sempre più evidente.
Previsioni per il futuro dell’economia russa
Guardando al futuro, gli analisti prevedono un possibile aumento dell’inflazione all’inizio del 2026. Con l’entrata in vigore del nuovo regime fiscale, ci si aspetta che i prezzi aumentino ulteriormente, mentre il governo continua a combattere per mantenere un equilibrio tra la spesa per la difesa e il benessere economico della popolazione. Le spese militari, che ora rappresentano una percentuale crescente del bilancio statale, continuano a pesare sull’economia.
In sintesi, mentre il 2026 ha portato un calo dell’inflazione e un tentativo di stabilizzazione economica, le sfide rimangono significative. Le politiche fiscali e il contesto internazionale continueranno a influenzare la direzione dell’economia russa nei prossimi anni.