Ieri sera, domenica 15 febbraio, a Milano, in un appartamento di via privata Alfredo Soffredini, una lite tra conviventi è degenerata in violenza quando Oksana Murasova, ex ballerina lituana già condannata per l’omicidio dell’ex compagno nel 2015, ha accoltellato il suo attuale partner.
Lite in casa a Milano: Oksana Murasova accoltella il compagno
Come riportato dal Corriere di Milano, una discussione domestica è degenerata in violenza a Milano, quando una donna ha colpito il proprio compagno con un coltello all’interno della loro abitazione in zona Precotto, in via privata Alfredo Soffredini. Il 53enne ha riportato un fendente al fianco sinistro, ma fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita. Soccorso tempestivamente dal 118, è stato trasportato in codice giallo all’ospedale Niguarda, rimanendo cosciente durante tutto l’intervento. “Gli accertamenti sulla dinamica di quanto effettivamente accaduto sono ancora in corso”, hanno precisato le autorità.
Gli investigatori stanno cercando di capire se l’aggressione sia stata premeditata o scaturita da un raptus durante la lite, come già accaduto in passato in altri episodi di tensione familiare. Fonti locali riferiscono che i due avevano avuto rapporti turbolenti anche in precedenza, con continui contrasti tra i condomini e l’ambiente circostante.
Secondo il Corriere, anche il compagno avrebbe un passato segnato da episodi gravi: nel 2008, a Sesto San Giovanni, sarebbe stato coinvolto in un omicidio stradale, quando un uomo di 37 anni di nazionalità marocchina fu investito volontariamente. Dopo il fatto, l’uomo era fuggito, per poi essere arrestato in Puglia.
Lite in casa a Milano: Oksana Murasova accoltella il compagno, nel 2015 uccise l’ex
A impugnare la lama sarebbe stata Oksana Murasova, 38 anni, ex ballerina lituana, già protagonista di un episodio simile nel 2015. In quell’occasione aveva ucciso l’ex compagno Ruslan Bilus in un appartamento di via Ripamonti, sempre a Milano. La donna aveva dichiarato di aver agito d’impulso, dopo che l’uomo aveva minacciato la figlia: “Ho reagito senza pensarci”, aveva spiegato durante il processo. La condanna definitiva in appello fu di poco più di otto anni, a seguito di un lungo percorso giudiziario che inizialmente aveva ridotto il reato a omicidio colposo.
Il ritorno di Murasova al centro delle cronache con questo nuovo episodio solleva interrogativi sul rischio di recidiva e sul ruolo dei precedenti penali nella gestione dei casi di violenza domestica. La donna è stata immediatamente fermata dalla polizia, mentre gli inquirenti continuano a ricostruire le circostanze dell’aggressione e a valutare eventuali aggravanti, considerata la gravità della situazione e il contesto familiare già complesso.