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L’orgoglio di un condannato a morte

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L'incredibile risposta di un condannato a un cittadino

Siamo nel mese di Novembre del 1793 in Francia, in pieno Terrore rivoluzionario: ogni giorno a Parigi centinaia di uomini e donne vengono giustiziati davanti a una folla di popolani curiosi e mai sazi di sangue.

La mattinata è incredibilmente fredda, piove da ore e un forte vento ghiacciato spazza le strade e la Piazza della Rivoluzione su cui troneggia la sagoma alta e spettrale della ghigliottina; Jean Sylvain Bailly, presidente dell’Assemblea Nazionale, sale con coraggio i gradini che lo separano dal patibolo cui è stato condannato dopo un processo poco equo.

Mentre si svolge il solito, triste rituale un uomo si gira verso di lui e gli grida: “Cittadino, tu tremi!”

“Si, dal freddo” è la secca e orgogliosa risposta.

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