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Lovaglio sospeso: Mps affida la gestione operativa a Maurizio Bai fino all'assemblea

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Il cda di Mps ha deciso misure disciplinari dopo la candidatura di Luigi Lovaglio con Plt Holding; la guida operativa passa a Maurizio Bai in vista dell'assemblea del 15 aprile

Il consiglio di amministrazione di Mps ha deciso di togliere le deleghe all’amministratore delegato Luigi Lovaglio e di sospenderlo dalle funzioni di direttore generale. La decisione segue la scelta del manager di candidarsi come capofila in una lista alternativa presentata da Plt Holding, azionista concorrente rispetto alla lista ufficiale sostenuta dal board.

Per assicurare la continuità della governance nelle prossime settimane, il cda ha incaricato il vice direttore generale vicario Maurizio Bai di gestire le attività ordinarie della banca fino all’assemblea convocata per il 15 aprile. Nel frattempo il consiglio ha richiesto e sta esaminando diversi pareri legali e tecnici per valutare possibili provvedimenti, che vanno dal ridimensionamento delle deleghe fino all’ipotesi estrema del licenziamento.

Le ragioni formali e il percorso decisionale del board

Secondo quanto emerso dalle riunioni del cda, la scelta di Lovaglio di accettare la candidatura nella lista proposta da Plt Holding è stata ritenuta compatibile con profili di conflitto rispetto al processo di selezione del nuovo consiglio. Il board ha quindi avviato una valutazione approfondita, chiedendo consulenze legali per comprendere se e come applicare misure disciplinari senza compromettere la stabilità operativa della banca. La discussione è proseguita con sedute prolungate e aggiornamenti per definire modalità e tempistiche di un’eventuale revoca delle deleghe.

Sospensione e gestione operativa

La sospensione delle funzioni di direttore generale non equivale automaticamente a un licenziamento, ma rappresenta un provvedimento cautelativo per preservare la governance e gli equilibri interni in vista del rinnovo del consiglio. Nel periodo transitorio la responsabilità esecutiva è stata affidata a Maurizio Bai, figura interna con esperienza operativa nel monte paschi, incaricato di mantenere la continuità delle attività commerciali e amministrative fino alla convocazione assembleare.

Il contesto delle candidature e la partita tra soci

La vicenda è inquadrata in una fase di forte competizione tra azionisti. Plt Holding, legata alla famiglia Tortora e detentrice di oltre l’1,2% del capitale, ha presentato una lista di nomi guidata da Lovaglio, che include figure di rilievo come l’ex presidente di Unicredit Cesare Bisoni. Sul fronte opposto, il gruppo Caltagirone, con circa l’11,5%, punta su una compagine differente e sostiene la candidatura di profili ritenuti più vicini alle proprie strategie per la guida della banca.

Il ruolo degli investitori istituzionali

La partita si giocherà in larga parte sul voto degli istituzionali: le posizioni di Delfin (17,5%) e del Tesoro (4,8%) sono strategiche e, almeno in parte, difficilmente prevedibili. A queste si sommano quote significative detenute da grandi fondi come BlackRock, Norges Bank e Vanguard che insieme superano il 12% e potrebbero determinare l’esito dell’assemblea. Prima del voto arriveranno le raccomandazioni dei proxy advisor quali ISS e Glass Lewis, attese entro Pasqua (5 aprile).

Possibili scenari e impatto sulla banca

Le opzioni sul tavolo del cda vanno da un semplice ridimensionamento delle deleghe a misure più drastiche, incluse azioni disciplinari che, in caso di conferma, potrebbero modificare i piani di successione a capo dell’istituto. La scelta di sospendere temporaneamente l’ad è stata giustificata dal bisogno di tutelare la stabilità gestionale e la credibilità verso i mercati durante la fase di transizione che culminerà con l’assemblea del 15 aprile.

Prospettive immediate

Nelle prossime settimane saranno determinanti sia i pareri legali richiesti dal cda sia le indicazioni dei grandi soci e degli advisor. Qualunque decisione definitiva su Lovaglio dipenderà dall’esito di questi elementi e dalla valutazione complessiva del consiglio sulla tenuta operativa e reputazionale della banca.

In conclusione, la vicenda di Mps mette in evidenza le tensioni tra le logiche interne di governance e le dinamiche competitive tra azionisti: il ricorso a misure temporanee, come la sospensione delle deleghe e il ricorso a figure interne per la gestione operativa, mira a preservare l’operatività della banca fino al rinnovo del consiglio in assemblea.