Stretta Ue sui rimpatri: ecco che cosa prevede il nuovo accordo.
Migranti e rimpatri: accordo in Ue sul regolamento, i dettagli
Dopo settimana di negoziati, il Parlamento Europeo, il Consiglio Ue e la Commissione hanno raggiunto un accordo politico sul regolamento rimpatri, i colegislatori sono riusciti infatti a trovare l’intesa sul provvedimento chiave della nuova politica europea sui migranti.
Cosa prevedono le nuove norme? Obblighi di cooperazione con le autorità ai cittadini di Paesi terzi che non hanno diritto di soggiorno negli Stati membri, strumenti per rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri, la creazione di hub per i rimpatri nei Paesi terzi. L’intesa deve però essere approvata dalla commissione Libe e dalla Assemblea plenaria di Strasburgo.
Il regolamento rimpatri introduce obblighi più stringenti: ecco per chi
Il regolamento rimpatri introduce obblighi più stringenti per i migranti senza diritto di soggiorno, imponendo la cooperazione con le autorità e l’obbligo di lasciare il territorio dell’Ue. La proposta prevede inoltre la possibilità di istituire centri di rimpatrio in Paesi terzi, al fine di accogliere le persone oggetto di un ordine di espulsione in attesa del ritorno nel Paese d’origine o in un altro Stato terzo (gli accordi però vanno negoziati).
Viene introdotto anche un Ordine europeo di rimpatrio (Ero) con l’obiettivo di facilitare il riconoscimento delle decisioni adottate da altri Stati membri, anche se il riconoscimento reciproco resterà inizialmente volontario. Infine sono anche previste procedure più severe per le persone considerate una minaccia per la sicurezza pubblica.