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“Incubo nuove pandemie”, scatta l'allarme dall'Oms: come difendersi

minacce virali emergenti come prepararsi per le future pandemie 1770206177

Analisi approfondita delle nuove pandemie emergenti e delle misure di protezione indispensabili per la salute pubblica.

Sei anni dopo la crisi globale causata dal Covid-19, la comunità internazionale deve affrontare nuovamente la minaccia di nuovi virus emergenti. Le autorità sanitarie di tutto il mondo, comprese le organizzazioni come l’OMS, monitorano la situazione con grande attenzione. Se da un lato sono stati compiuti progressi significativi nella preparazione e nella risposta a future pandemie, dall’altro le insidie rimangono in agguato, pronte a esplodere.

Attualmente, virus come il Covid e l’mpox continuano a circolare a bassa intensità, mentre altri patogeni causano focolai sporadici in diverse regioni del globo. È essenziale non abbassare la guardia, poiché la fragilità dei sistemi di sorveglianza potrebbe rivelarsi un grave handicap nella lotta contro le nuove minacce.

Virus emergenti da tenere d’occhio

Uno dei virus che recentemente ha attirato l’attenzione è il Nipah, un patogeno di origine murina noto per la sua elevata letalità. Recentemente, l’OMS ha segnalato due casi di infezione tra operatori sanitari in India, dove il virus è stato registrato per oltre due decenni. Anche se al momento il rischio globale è considerato basso, l’allerta rimane alta.

Le caratteristiche del virus Nipah

Il virus Nipah è particolarmente preoccupante poiché, ad oggi, non esistono vaccini o trattamenti specifici disponibili. Ogni nuovo caso viene monitorato con attenzione per il potenziale rischio di trasmissione, specialmente in contesti ospedalieri dove il personale sanitario è a rischio.

Ma l’attenzione su Nipah potrebbe distogliere il focus da altri virus emergenti. Uno studio condotto tra il Bangladesh e gli Stati Uniti ha rivelato che, in alcuni pazienti inizialmente diagnosticati con sintomi compatibili con Nipah, la causa era un altro virus, il Pteropine Orthoreovirus. Questo suggerisce che ci potrebbe essere una circolazione più ampia e inosservata di virus trasmessi dai pipistrelli nella regione.

Altri virus da monitorare

Oltre al Nipah, l’attenzione si concentra su altri agenti patogeni, come il virus dell’influenza D e il coronavirus canino. L’influenza D, identificata inizialmente nei suini, ha come principale serbatoio i bovini. Anche se non è mai stato isolato un virus vitale nell’uomo, la presenza di anticorpi in lavoratori del settore zootecnico suggerisce un’esposizione già avvenuta.

Il coronavirus canino e le sue implicazioni

Il coronavirus canino ha suscitato preoccupazione in quanto è stato isolato in esseri umani, a partire da un caso in un bambino in Malesia nel 2026. Questo virus ha già mostrato potenziali forme ricombinanti e, sebbene il suo passaggio all’uomo sia stato limitato finora, l’eventualità di una trasmissione interumana non può essere trascurata.

La preparazione alle future pandemie

Un’analisi recente dell’OMS sottolinea che, nonostante i progressi compiuti dopo il Covid-19, la preparazione a nuove pandemie rimane vulnerabile. Le risorse finanziarie stanno sempre più migrando dalla salute pubblica verso la sicurezza nazionale, il che potrebbe indebolire i sistemi di sorveglianza e risposta che sono stati rafforzati in seguito alla crisi sanitaria globale.

Il messaggio è chiaro: i virus emergenti non attendono. La lezione appresa dal Covid-19 deve essere supportata da continui investimenti e da un’attenzione costante, altrimenti si rischia di trovarsi di fronte a un’altra crisi sanitaria senza preparazione adeguata.