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L’ICE lascia Minneapolis: parte il ritiro degli agenti federali dopo morti e proteste

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Minneapolis, l’ICE si avvia a lasciare la città: primo segnale di riduzione della missione federale dopo proteste e morti.

Dopo giorni di tensioni e proteste, l’agenzia federale statunitense ICE e parte del Border Patrol iniziano a lasciare Minneapolis. La decisione arriva a seguito delle operazioni contro l’immigrazione che hanno causato la morte di due residenti e acceso un acceso dibattito nazionale sul ruolo e i metodi dell’agenzia. Il sindaco Jacob Frey ha sottolineato: “Alcuni agenti federali inizieranno a lasciare l’area”, mentre la città prova a ricostruire un clima di sicurezza e fiducia tra cittadini e istituzioni.

ICE e sicurezza ai Giochi Olimpici: polemiche in Italia

Intanto, in vista dei Giochi Olimpici Invernali a Milano Cortina, cresce il dibattito sulla possibile presenza dell’ICE. Il ministro Piantedosi esclude l’arrivo degli agenti, ma l’ambasciata americana precisa che saranno presenti “a supporto per monitorare eventuali rischi” legati a organizzazioni criminali transnazionali.

La reazione locale è stata netta: il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha dichiarato in diretta radiofonica su Rtl 102.5 che “questa è una milizia che uccide… non sono i benvenuti a Milano”, sottolineando la contrapposizione tra modalità operative statunitensi e principi democratici italiani di sicurezza pubblica.

Minneapolis, agenti ICE lasciano la città: la frenata di Trump

L’ICE, istituita nel 2003 dopo l’11 settembre come ramo del Dipartimento per la Sicurezza interna, ha visto la sua immagine controversa crescere durante l’amministrazione Trump, soprattutto dopo gli episodi di Minneapolis. Secondo alcuni sondaggi recenti, il 46% degli americani sostiene l’abolizione dell’agenzia, con una maggioranza ancora più marcata tra i Democratici, mentre anche tra i Repubblicani cresce il consenso, passato dal 15% al 19% dall’inizio dell’anno.

Gregory Bovino, comandante del Border Patrol, non è stato rimosso dal suo incarico, come confermato dalla portavoce del Dipartimento della Sicurezza interna, Tricia McLaughlin, che lo ha definito “un elemento chiave del team del presidente e un grande americano”. Tuttavia, Bovino e parte degli agenti federali inizieranno oggi a lasciare Minneapolis, secondo quanto annunciato dal sindaco Jacob Frey, dopo le tragiche morti di Alex Pretti e Renee Good durante le operazioni dell’ICE.

La vicenda ha scatenato un acceso dibattito sulla gestione della sicurezza: il senatore repubblicano Ted Cruz ha criticato la comunicazione della Casa Bianca, affermando che “l’escalation della retorica non aiuta e anzi fa perdere credibilità”, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito “inquietante” il livello di violenza negli Stati Uniti.

Sul territorio, i cittadini si organizzano per monitorare le attività federali: volontari segnalano la presenza degli agenti con fischietti, formano catene umane davanti alle scuole e distribuiscono generi di prima necessità alle famiglie immigrate.