Le prime ore della leadership di Mojtaba Khamenei sono segnate da incertezza e tensione. Mentre l’Iran affronta le conseguenze della guerra iniziata il 28 febbraio e il confronto con Stati Uniti e Israele si intensifica, crescono i dubbi sulle reali condizioni della nuova Guida Suprema, che non è ancora apparsa pubblicamente. Tra indiscrezioni sul suo stato di salute e un messaggio politico dai toni durissimi, Teheran si muove in un clima di forte instabilità interna e internazionale.
Mojtaba Khamenei rompe il silenzio e grida vendetta: “Sopporterò il dolore e vendicherò il sangue dei martiri”
Nonostante l’assenza pubblica, il messaggio attribuito a Khamenei delinea una linea politica estremamente dura nei confronti degli Stati Uniti e di Israele. Nel testo si ribadisce la volontà di continuare il conflitto e di utilizzare anche il petrolio come strumento di pressione internazionale. In uno dei passaggi più significativi viene sottolineato che “La chiusura dello Stretto di Hormuz deve rimanere uno strumento di pressione“, lasciando intendere che Teheran punta a mantenere il blocco del traffico energetico nel Golfo. Questa strategia ha già provocato un’impennata dei prezzi del greggio, con il barile oltre i 100 dollari e ripercussioni sulle economie occidentali.
Il discorso assume inoltre un tono fortemente ideologico e di rivalsa. Khamenei promette vendetta per le vittime della guerra e per i familiari uccisi negli attacchi: “Mio padre, mia madre, mia sorella, mio figlio, mia nipote e mia moglie sono stati martirizzati. Ma rimarrò paziente. Sopporterò il dolore e vendicherò il sangue dei martiri”.
La nuova Guida Suprema accusa inoltre gli Stati Uniti di ipocrisia nel presentarsi come garanti della stabilità regionale, affermando che “La pretesa americana di garantire sicurezza e pace era solo una menzogna“. Parallelamente, il leader iraniano ha rivolto un monito ai Paesi del Golfo che ospitano basi militari statunitensi, invitandoli a chiuderle immediatamente per evitare nuovi attacchi, pur sostenendo che l’Iran non intende esercitare dominio sui vicini ma costruire relazioni di cooperazione.
Il mistero sulle condizioni di salute di Mojtaba Khamenei: l’indiscrezione
Le condizioni della nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, restano avvolte nell’incertezza. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Daily Mail, il leader iraniano sarebbe ricoverato in terapia intensiva all’ospedale universitario Sina di Teheran e verserebbe in coma dopo essere rimasto ferito durante gli attacchi iniziali della guerra iniziata il 28 febbraio. Il tabloid sostiene inoltre che nell’attacco avrebbe perso una gamba e che un’intera area della clinica sarebbe stata isolata per garantirne la sicurezza.
A rendere ancora più fitte le speculazioni è il fatto che Khamenei non sia apparso pubblicamente nel suo primo messaggio ufficiale alla nazione dopo la nomina da parte dell’Assemblea degli Esperti. Il discorso è stato infatti letto da una giornalista della televisione di Stato, mentre la Guida Suprema è rimasta invisibile. Alcune fonti parlano di un luogo protetto in cui sarebbe stato trasferito dopo essere rimasto ferito nel bombardamento che ha ucciso diversi membri della sua famiglia, tra cui il padre Ali Khamenei.