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Morte di El Mencho e l'ondata di violenza in Messico: cosa succede dopo

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La cattura e l'uccisione di El Mencho hanno provocato incendi, blocchi stradali e timori per la sicurezza in più Stati del Messico; governi e aeroporti hanno adottato misure precauzionali

La notizia dell’uccisione di Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, ha scosso il Messico e suscitato preoccupazione internazionale. Secondo le forze di sicurezza locali, il leader del cartello Jalisco Nueva Generación (Cjng) è stato intercettato e ucciso durante un’operazione militare nei pressi di Tapalpa, nello Stato di Jalisco. Le conseguenze sul territorio si sono manifestate rapidamente, con episodi di violenza e interruzioni nei trasporti.

Reazioni immediate e caos nelle aree interessate

Le immagini circolate sui media mostrano colonne di fumo e incendi, con pullman dati alle fiamme e punti di blocco sulle arterie stradali: tutto segnalato in almeno undici Stati federali. Nella città turistica di Puerto Vallarta si sono sollevate dense nubi di fumo, mentre scene di panico si sono registrate all’aeroporto internazionale Miguel Hidalgo, dove notizie non confermate su presenze armate hanno provocato fughe e la sospensione temporanea di molte operazioni di volo.

Impatto sui trasporti e sugli aeroporti

L’interruzione delle attività allo scalo ha costretto vettori e autorità aeroportuali a riprogrammare atterraggi e dirottare alcuni voli, per ragioni di sicurezza. Il disagio ha inciso non solo sui voli nazionali ma anche su passeggeri internazionali, generando rallentamenti nelle operazioni ordinarie. È emerso inoltre che i blocchi stradali e le misure di forza hanno interessato nodi logistici strategici, complicando la circolazione commerciale e privata.

Allerte internazionali e misure di sicurezza

Le autorità straniere hanno reagito rapidamente: gli Stati Uniti hanno raccomandato ai propri cittadini presenti in specifici Stati di rimanere in casa a causa delle operazioni di sicurezza, dei blocchi stradali e delle attività criminali in corso. L’elenco include Stati come Jalisco, Tamaulipas, Michoacán e Nuevo León. Anche la Farnesina italiana ha aggiornato il portale Viaggiare Sicuri, invitando i connazionali a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali ed evitare spostamenti non essenziali.

Allerta e percezione pubblica

L’ondata di intimidazioni e le immagini violente hanno alimentato uno stato di allarme tra la popolazione locale e i turisti, con segnalazioni di panico in aree urbane e di confusione attorno ai luoghi di transito. Le autorità di sicurezza hanno incrementato la presenza militare e di polizia nelle zone considerate a rischio, tentando di ristabilire l’ordine e proteggere infrastrutture critiche.

Profilo del boss e inquadramento internazionale

El Mencho, nato nel 1966, era considerato il leader di una delle organizzazioni criminali più temute del Paese, il Cjng. Le agenzie internazionali, fra cui la Drug Enforcement Administration (DEA) degli Stati Uniti, hanno descritto il gruppo come altamente militarizzato, con dotazioni di armi pesanti e campagne di propaganda per presidiare territori e mercati illegali. Il Dipartimento di Stato americano aveva offerto una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni utili al suo arresto.

Designazioni e accuse

In precedenza, l’amministrazione guidata da Donald Trump aveva classificato il cartello come organizzazione terroristica straniera e il Dipartimento di Giustizia USA aveva formulato a carico di El Mencho accuse legate a narcotraffico e criminalità organizzata. Questi provvedimenti rivelano la dimensione transnazionale delle indagini e delle azioni di contrasto nei confronti del gruppo.

Valutazioni politiche e possibili sviluppi

La reazione politica internazionale è stata netta: secondo il vicesegretario di Stato americano Christopher Landau, l’eliminazione di uno dei boss più sanguinari rappresenta una notizia rilevante per il Messico, per gli Stati Uniti e per l’area latinoamericana, pur accompagnata da preoccupazione per le immediate ripercussioni di violenza. Le autorità prevedono che fazioni residue o affiliati possano rispondere con atti di terrore per riaffermare il controllo territoriale.

In questa fase, gli osservatori sottolineano la necessità di monitorare l’evoluzione degli assetti interni al cartello e le possibili alleanze o scissioni che possono determinare nuove ondate di scontro. Le operazioni di sicurezza continueranno in molte regioni, mentre le istituzioni diplomatiche mantengono aggiornate le avvertenze per i cittadini all’estero.