Le recenti tensioni tra Italia e Francia hanno preso forma attorno alla tragica morte dell’attivista francese Quentin Deranque a Lione. Il dibattito si è acceso dopo il commento della premier Giorgia Meloni, che ha condannato l’odio ideologico e la violenza politica, scatenando la replica pungente del presidente francese Emmanuel Macron e riaccendendo il confronto diplomatico tra i due Paesi.
La tragedia di Quentin Deranque
Il 14 febbraio 2026 a Lione, il giovane attivista francese Quentin Deranque, poco più che ventenne, è stato vittima di un’aggressione da parte di gruppi legati all’estremismo di sinistra. Dopo essere rimasto due giorni in coma, Quentin è deceduto, lasciando dietro di sé dolore e indignazione. L’episodio è stato descritto come il frutto di un «clima di odio ideologico che attraversa diverse Nazioni», con la vittima colpita in un contesto universitario e sociale, simbolo della crescente intolleranza che, secondo molti osservatori, non risparmia più alcun Paese europeo.
La sua morte ha acceso un acceso dibattito sul ruolo della violenza politica e sull’urgenza di preservare il dialogo e la democrazia come strumenti fondamentali per la convivenza civile.
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Meloni ha denunciato il fenomeno come “un clima di odio ideologico che attraversa diverse Nazioni”, sottolineando che “quando l’odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia“. Le sue parole, pubblicate sui social il 18 febbraio, volevano esprimere cordoglio e vicinanza alla famiglia e al popolo francese, ma sono state percepite da Parigi come un’ingerenza nei propri affari interni.
La replica del presidente francese Emmanuel Macron è arrivata direttamente dall’India, dove partecipava al summit sull’Intelligenza Artificiale: “Che ciascuno resti a casa propria e le pecore saranno ben sorvegliate“, ha commentato con tono ironico, aggiungendo poi: “Sono sempre sorpreso di osservare che le persone nazionaliste, che non vogliono essere disturbate in casa loro, siano sempre le prime a commentare ciò che accade in casa altrui“.
La risposta ha suscitato “stupore” a Palazzo Chigi, che ha ribadito come il post di Meloni fosse un’espressione di dolore per un fatto tragico e non un’ingerenza politica. A sostegno della premier, anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato su X che “l’uccisione di un giovane attivista francese è un episodio che va condannato senza esitazioni” e ha ricordato che condannare atti di violenza serve a prevenire il ripetersi di brutti capitoli della storia, perché “la politica è soprattutto dialogo e confronto, anche con chi non la pensa come noi“.
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