Il 6 novembre 2026, alle 9:03 CET, il presidente lituano Gitanas Nausėda ha espresso preoccupazione per le nuove strategie di Russia. In un’intervista concessa a una testata europea, il capo di Stato ha sottolineato che le forze russe sono ancora impegnate sul campo di battaglia ucraino e, di conseguenza, non sono pronte a una operazione su larga scala contro i paesi della NATO.
La Russia non è pronta a un’offensiva su larga scala
Secondo Nausėda, le risorse militari di Mosca sono ormai «bloccate» in Ucraina, dove l’esercito russo sta faticando a ottenere risultati decisivi. Questa situazione, ha affermato, limita la capacità di Russia di organizzare un’invasione convenzionale di territori appartenenti all’Alleanza Atlantica.
Inoltre, ha evidenziato che gli sforzi russi sono focalizzati su obiettivi tattici, non su una strategia di conquista più ampia.
Il presidente, economista di formazione e al secondo mandato dal 2019, ha aggiunto che l’incapacità di conseguire vittorie decisive in Ucraina riduce la disponibilità di truppe, munizioni e supporto logistico necessario per lanciare un attacco di massa.
Questo stato di cose, secondo la sua analisi, rende improbabile un colpo di mano diretto contro la NATO nei prossimi mesi.
Le provocazioni ibride di Mosca mettono alla prova la NATO
Pur riconoscendo il limite delle operazioni convenzionali, Nausėda ha avvertito che Vladimir Putin sta intensificando le provocazioni ibride. Tali azioni – che includono incursioni di droni, cyber-attacchi e incendi dolosi – mirano a sondare la reazione dell’alleanza. L’obiettivo, ha spiegato, è valutare quanto rapidamente e con quale coesione i membri dell’NATO risponderanno a violazioni di red line percepite.
Il ruolo dell’Articolo 5 nella risposta dell’alleanza
L’articolo che definisce l’impegno collettivo di difesa della NATO, l’Articolo 5, è al centro della strategia di determinazione russa. Secondo Nausėda, Mosca cerca di avvicinarsi “a passo di danza” a quel principio, testandone i limiti con azioni che, se non contrastate in modo unitario, potrebbero indebolire la credibilità della difesa collettiva. Ha ricordato che gli attacchi ibridi si sono già manifestati in Germania, Danimarca e altri paesi dell’Europa settentrionale.
Questi scenari, ha proseguito, rappresentano una nuova frontiera di conflitto, dove le linee tra guerra tradizionale e pressione politica sono sfumate. L’allineamento di queste attività caotiche intende dimostrare che la NATO è vulnerabile a minacce non convenzionali, spingendo i leader a reagire con una risposta più rapida e coordinata per tutelare la sicurezza dell’alleanza.
Pressioni sull’Ucraina e prospettive di negoziato per il 2027
Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, Nausėda prevede che la Russia utilizzerà i mesi invernali per intensificare gli attacchi aerei contro le città ucraine, mantenendo alta la pressione. Ha sottolineato che Mosca probabilmente presenterà proposte di trattativa solo per apparire conciliatoria, ma senza reale intento di porre fine al conflitto. «I russi faranno solo finta di negoziare. Non mi fido di loro», ha dichiarato.
L’amministratore delegato di queste dinamiche, ha concluso, è la speranza che l’Ucraina superi il periodo invernale. In tal caso, le probabilità di avviare colloqui seri aumenterebbero nel 2027. Tuttavia, Nausėda non si aspetta trattative significative prima della primavera del prossimo anno, poiché le richieste di Putin dovrebbero rimanere inaccettabili per Kiev fin dall’inizio.
