Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta ha deciso, nella serata di giovedì, di affidare la presidenza a Aurelio Marguerettaz, commercialista di 63 anni ed esponente di spicco dell’Union Valdôtaine. Con 21 voti su 34 presenti, il nuovo capo della giunta ha sostituito Renzo Testolin, proclamato ineleggibile dal tribunale torinese.
Elezione e alleanze politiche
L’assegnazione del ruolo è avvenuta grazie al sostegno di tutti gli esponenti autonomisti, cioè l’Union Valdôtaine e il Centro Autonomista, oltre al voto di fiducia di Forza Italia. L’ingresso di questo partito nel governo regionale è unico a livello nazionale, poiché ha deciso di collaborare con gli autonomisti senza includere gli ex alleati del centrodestra.
Supporto dei partiti
Il voto di Forza Italia ha garantito la maggioranza necessaria, rendendo stabile la nuova maggioranza governativa. Al contempo, l’unione tra gli autonomisti ha consolidato il messaggio di continuità nella difesa dell’autonomia valdostana, elemento chiave per la campagna elettorale di Marguerettaz.
Il contesto giuridico: la caduta di Renzo Testolin
Il 27 ottobre la Corte d’Appello di Torino ha confermato la decisione di deporre Renzo Testolin, a seguito di una sentenza di primo grado del maggio precedente. La motivazione è stata il superamento del limite di tre mandati consecutivi previsto dalla legge regionale, norma che il tribunale ha definito vincolante. Testolin ha la facoltà di presentare ricorso alla Cassazione, ma nel frattempo la sua giunta è decaduta, lasciando il posto a un nuovo esecutivo.
Priorità del nuovo presidente e reazioni delle opposizioni
Nel suo primo intervento, Marguerettaz ha delineato un progetto basato su autonomia concreta: garantire una scuola sempre aperta nella valle, assicurare cure sanitarie accessibili, favorire l’accesso alle case per le famiglie, incentivare gli investimenti delle imprese e rendere attraente la regione per i giovani. Ha inoltre dichiarato l’intenzione di avviare relazioni con il governo nazionale “fondate sulla lealtà istituzionale, rispetto e soluzioni”.
Risposte dei partiti nazionali
Il Partito Democratico, alleato dell’Union Valdôtaine nella precedente legislatura, ha accolto con favore la proposta, affermando di aver riconosciuto “molti elementi condivisibili”. La Lega ha dichiarato disponibilità al confronto, ma ha avvertito di non voler “firmare cambiali in bianco”. Fratelli d’Italia ha auspicato la fine del “muro contro muro” che aveva caratterizzato l’ex governo, mentre la capogruppo di Avs, Chiara Minelli, ha sottolineato che questo è il decimo presidente valdostano in dieci anni, evidenziando una “crisi” dovuta al mancato rispetto di una legge regionale.
