Codogno (Lodi) – Una città che porta ancora addosso il peso della memoria collettiva si ritrova, ancora una volta, a fare i conti con un ritrovamento inatteso. Non è un’emergenza sanitaria, né un nuovo allarme globale. Ma quanto emerso dal sottosuolo riapre interrogativi e inquietudini tra i residenti.
La scoperta durante i lavori per la fibra ottica
Nella mattinata di lunedì 2 marzo, durante i lavori per la posa della fibra ottica in via Vittorio Emanuele – nel tratto compreso tra via Carducci e vicolo Monte Pasubio – alcuni operai hanno riportato alla luce ossa frammentate, la cui origine resta ancora da chiarire.
Intorno a mezzogiorno, mentre scavavano a circa ottanta centimetri sotto il livello dell’asfalto per l’alloggiamento di un pozzetto, le pale hanno intercettato un accumulo anomalo di frammenti ossei. Immediata la segnalazione al capocantiere, che ha disposto la sospensione dei lavori. Immediata la segnalazione al capocantiere, che ha disposto la sospensione delle attività.
L’intervento delle autorità e i primi accertamenti
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale, che hanno delimitato l’area e predisposto le prime misure di sicurezza, coprendo la buca con teli impermeabili per preservare il sito in vista degli accertamenti.
Una prima ispezione è stata eseguita da un medico legale giunto da Pavia. Secondo le verifiche preliminari, i resti non apparterrebbero ad animali domestici o da cortile. Alcuni campioni sono stati trasferiti all’Istituto di medicina legale pavese per analisi più approfondite.
Resta ora da stabilire se si tratti di ossa umane o di animali di grossa taglia. Nel primo caso, gli sviluppi potrebbero coinvolgere l’autorità giudiziaria o la Soprintendenza, per accertare se il rinvenimento sia riconducibile a una sepoltura antica o a un episodio più recente. Solo al termine degli accertamenti sarà possibile autorizzare la ripresa dei lavori.