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Teheran fa esplodere due petroliere a Hormuz, Donald Trump: "L'Iran distrutto militarmente"

Teheran fa esplodere due petroliere a Hormuz, Donald Trump: "L'Iran distrutto militarmente"

Nuova escalation: gli Usa colpiscono infrastrutture strategiche, mentre l'Iran aumenta la pressione sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

La crisi tra Usa e Iran entra in una nuova fase di escalation, con una serie di attacchi e rappresaglie che coinvolgono lo Stretto di Hormuz, area strategica per il commercio mondiale. Mentre Washington rivendica i raid contro infrastrutture militari iraniane, Teheran risponde con nuove operazioni contro obiettivi statunitensi nella regione, aumentando il rischio di un allargamento del conflitto in Medio Oriente.

Ritorsioni iraniane e nuove violenze nei territori palestinesi

Parallelamente agli scontri nello scenario iraniano, Teheran ha annunciato altre operazioni contro obiettivi statunitensi nella regione. I Guardiani della Rivoluzione hanno affermato di aver colpito alcune strutture americane in Kuwait, tra cui un sistema radar, dichiarando che sarebbero state “completamente distrutte” in un attacco con droni.

Nella stessa dichiarazione, citata dall’agenzia Tasnim, le forze iraniane hanno sostenuto di aver colpito anche un deposito di materiali e componenti per aeromobili e un hangar destinato ai droni MQ-9 presso la base statunitense di Ali Al Salem, provocando incendi a diversi velivoli.

Lo scambio di accuse e operazioni militari continua quindi ad alimentare una crisi che coinvolge non solo Stati Uniti e Iran, ma l’intera area mediorientale, con particolare attenzione alla sicurezza delle rotte commerciali marittime.

Il controllo dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più importanti per il traffico energetico mondiale, è diventato uno dei principali punti di tensione tra le parti. Nel frattempo, nuove violenze si sono registrate anche nei territori palestinesi. Due palestinesi sono stati uccisi durante un attacco attribuito a coloni israeliani nella località di Deir Jarir, a est di Ramallah. La notizia è stata diffusa dalla Mezzaluna Rossa Palestinese, che ha identificato le vittime come Audeh Abdurrahim Audeh Farahaneh, 53 anni, e Ahmed Adel Rashid Abu Maju, 26 anni. Secondo il ministero della Salute palestinese, altre tre persone sono rimaste gravemente ferite nell’aggressione.

L’agenzia palestinese Wafa ha riportato le testimonianze di alcuni residenti, secondo cui l’esercito israeliano avrebbe aperto il fuoco contro un’ambulanza che stava trasportando uno dei feriti. L’episodio si inserisce in un quadro regionale già segnato da forti tensioni e da un aumento degli episodi di violenza, mentre la crisi tra Israele, Palestina, Iran e Stati Uniti continua ad avere ripercussioni sull’intero Medio Oriente.

Nona notte di attacchi Usa sull’Iran: Teheran risponde e colpisce due petroliere a Hormuz

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha comunicato il completamento di una nuova serie di operazioni militari contro l’Iran, arrivate alla nona notte consecutiva di bombardamenti. Secondo quanto riferito dagli americani, gli attacchi hanno interessato strutture strategiche come centri di comando, sistemi di difesa aerea, infrastrutture di sorveglianza costiera, basi per il lancio di droni e reti di comunicazione. L’obiettivo dichiarato, come spiegato nella nota diffusa dal Centcom, è quello di “ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di attaccare le navi commerciali e i marittimi civili in transito nello Stretto di Hormuz”.

Il presidente statunitense Donald Trump ha rivendicato l’efficacia delle operazioni, affermando che gli Stati Uniti hanno “colpito duramente l’Iran in onore dei soldati caduti” e sostenendo che il Paese abbia subito pesanti perdite sul piano militare. Parlando ai giornalisti a Washington, Trump ha dichiarato: “Noi controlliamo lo stretto di Hormuz, l’Iran non controlla nulla”, aggiungendo che le forze iraniane sarebbero state “quasi distrutte militarmente”.

Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio ha sottolineato la centralità dello Stretto di Hormuz nello scenario internazionale, accusando Teheran di voler trasformare quell’area in uno strumento di pressione globale. “È chiaro che l’Iran, o almeno una parte di esso, vuole controllare lo Stretto e usarlo come una leva contro il mondo”, ha dichiarato Rubio, ribadendo che Washington continuerà ad agire “per proteggere la navigazione globale” e chiedendo agli altri Paesi un maggiore contributo in termini di risorse e mezzi.

La situazione nell’area resta estremamente instabile. L’Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations) ha segnalato che un’imbarcazione ha preso fuoco nello Stretto di Hormuz, nella zona nord-occidentale di Kumzar, in Oman. Nel frattempo, il Bahrein ha nuovamente attivato le sirene di emergenza antiaerea per la terza volta nell’arco di otto ore, invitando la popolazione a raggiungere i rifugi più vicini. L’allarme è arrivato mentre l’Iran proseguiva con le azioni di rappresaglia contro obiettivi regionali in risposta agli attacchi statunitensi.

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inoltre dichiarato di aver intercettato due petroliere che, secondo Teheran, stavano tentando di attraversare lo Stretto di Hormuz “senza l’autorizzazione” delle autorità iraniane. In una comunicazione riportata dai media statali, i pasdaran hanno affermato che le due navi sarebbero state fermate mentre percorrevano una “pericolosa rotta meridionale” dello Stretto. Le forze iraniane hanno anche rivendicato un attacco contro velivoli militari americani nell’aeroporto di Aqaba, in Giordania, sostenendo di aver provocato “gravi danni a diversi velivoli”.

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