> > Escalation Usa-Iran, quarta notte di attacchi: torna il blocco navale a Hormuz

Escalation Usa-Iran, quarta notte di attacchi: torna il blocco navale a Hormuz

Escalation Usa-Iran, quarta notte di attacchi: torna il blocco navale a Hormuz

Il ripristino del blocco navale e gli attacchi reciproci segnano un'ulteriore escalation tra Usa e Iran, con lo Stretto di Hormuz al centro.

L’escalation tra Stati Uniti e Iran si intensifica con il ripristino del blocco navale nello Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più strategiche al mondo. Tra nuove operazioni militari, minacce reciproche e il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto, cresce la preoccupazione per le conseguenze sulla sicurezza regionale e sui mercati internazionali.

Trump cambia strategia economica e rilancia le minacce contro Teheran

Sul piano politico, il presidente statunitense Donald Trump ha modificato la propria posizione rispetto all’ipotesi iniziale di imporre un pedaggio alle navi in transito nello Stretto di Hormuz. La proposta è stata sostituita dall’annuncio di nuovi «accordi commerciali e sugli investimenti che i vari stati del Golfo faranno negli Stati Uniti», presentati come alternativa economica al contributo richiesto agli operatori marittimi.

Nel frattempo, da Teheran è arrivata una netta presa di distanza dagli impegni assunti con Washington nel memorandum di Islamabad. Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha sostenuto che l’Iran non abbia più «alcun obbligo» derivante dall’intesa, accusando gli Stati Uniti di averne di fatto cancellato i contenuti con la ripresa delle operazioni militari.

Secondo il diplomatico, è «irragionevole e infondata» l’idea che la Repubblica islamica possa rispettare gli accordi, inclusa un’eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre proseguono gli attacchi americani.

Le dichiarazioni di Trump hanno contribuito ad alimentare ulteriormente il clima di crisi. In un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente ha minacciato un’escalation senza precedenti nel caso in cui Teheran rifiutasse di negoziare, affermando: «Distruggeremo tutte le loro centrali elettriche. Distruggeremo tutti i loro ponti, a meno che non si siedano al tavolo delle trattative». Il leader statunitense ha inoltre lasciato aperta la possibilità di un impiego di forze terrestri, spiegando di non escludere un intervento diretto qualora fosse ritenuto necessario e ricordando che gli Stati Uniti hanno già colpito più volte obiettivi strategici sull’isola di Kharg. Da parte iraniana, invece, i Pasdaran hanno ribadito che le operazioni di rappresaglia proseguiranno e che la chiusura dello Stretto di Hormuz resterà in vigore fino alla cessazione delle offensive statunitensi, lasciando intravedere il rischio di un’ulteriore destabilizzazione dell’intera regione del Golfo Persico.

Usa-Iran, è nuova escalation: blocco navale nello Stretto di Hormuz e attacchi su più fronti

Gli Stati Uniti hanno riattivato il blocco navale contro le imbarcazioni dirette ai porti iraniani o in partenza da essi, una misura entrata in vigore martedì pomeriggio (sera in Italia) e già applicata tra aprile e giugno con l’obiettivo di limitare i traffici commerciali di Teheran. Il provvedimento impedisce alle navi mercantili di attraversare lo Stretto di Hormuz per raggiungere gli scali iraniani, uno dei corridoi marittimi più strategici al mondo per il trasporto di petrolio e gas naturale. Nelle ore precedenti, l’Iran aveva confermato di aver mantenuto chiuso lo stretto, dichiarando che il blocco resterà operativo «fino alla fine degli atti di aggressione da parte degli Stati Uniti». Di conseguenza, il traffico navale nella zona risulta quasi completamente fermo, con il passaggio limitato ad alcune unità iraniane che, tuttavia, rischiano ora di non poter proseguire la navigazione a causa delle restrizioni imposte da Washington.

Parallelamente al ripristino del blocco, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha annunciato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi militari iraniani situati lungo lo Stretto di Hormuz e nelle aree costiere del Paese. Si tratta del quarto giorno consecutivo di operazioni militari, riprese dopo l’attacco iraniano contro una nave commerciale che tentava di attraversare lo stretto senza autorizzazione. Teheran ha risposto sostenendo di aver lanciato missili balistici e droni contro la base statunitense di Azraq, in Giordania, mentre l’esercito giordano ha confermato l’intercettazione di quattro missili penetrati nel proprio spazio aereo senza confermare eventuali danni alla struttura militare. I Guardiani della Rivoluzione hanno inoltre dichiarato di aver colpito installazioni della Quinta Flotta americana in Bahrein, compresi centri di comando, depositi di carburante e infrastrutture logistiche, anche se al momento non sono arrivate conferme indipendenti sull’effettiva entità dei danni.

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