La perizia psichiatrica depositata nel processo d’appello per l’omicidio di Manuel Mastrapasqua ha stabilito che Daniele Rezza, l’autore del delitto, era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. La relazione, redatta dalla psichiatra Mara Bertini, ha escluso la presenza di patologie psichiche maggiori nell’imputato, pur riconoscendo alcune alterazioni della regolazione delle emozioni.
Secondo la perizia, Daniele Rezza presenta un disturbo di personalità con tratti marcati e prevalenti di stampo antisociale ma ciò non costituisce un’infermità mentale ai sensi della legge. La relazione esclude anche la presenza di fenomeni critici di natura epilettica, farmacologica o neurologica che potrebbero aver influito sul suo comportamento. La perizia è stata depositata alla Corte d’Assise d’Appello di Milano e sarà discussa nell’udienza del 20 luglio.
Le dichiarazioni delle parti coinvolte
La Difesa di Rezza aveva richiesto la perizia sostenendo che il giovane fosse affetto da una disregolazione delle funzioni emotive che lo avrebbe impedito di controllare i propri impulsi. Tuttavia, la sostituta procuratrice generale Olimpia Bossi e l’avvocata Roberta Minotti, legale della famiglia Mastrapasqua, hanno respinto questa tesi, affermando che l’incapacità di gestire la rabbia non equivale a un’infermità mentale.
Il contesto dell’omicidio
L’11, Daniele Rezza ha accoltellato Manuel Mastrapasqua a Rozzano, nel Milanese, per rubargli un paio di cuffiette wireless da 14 euro. Mastrapasqua, 31enne, stava tornando a casa dopo un turno di lavoro in un supermercato di via Farini a Milano. Rezza, oggi 21enne, è Stato condannato in primo grado a 27 anni di reclusione. Dopo l’arresto, il 13, Rezza ha dichiarato di voler derubare la vittima di tutto ciò che potesse rivendere.
La madre della vittima, durante un’udienza, ha reagito con rabbia alle scuse di Rezza, gridandogli di stare zitto. La perizia psichiatrica è stata disposta dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano lo scorso marzo per chiarire eventuali dubbi sulla presenza di un disturbo mentale che potesse aver influito sulla condotta di Rezza.
