Il caso di Emanuela Orlandi è oggetto di indagini ed approfondimenti da molti anni sono state infatti molte le trasmissioni che hanno trattato la scomparsa della quindicenne da Città del Vaticano tuttavia senza trovare il corpo della ragazzina e lasciando il fratello ancora senza risposta ai dubbi che lo attanagliano, ma qualcosa sembra muoversi.
Il ruolo di Marco Acetti nella vicenda
Prima di entrare nel dettaglio del nuovo elemento indiziario sul caso è bene parlare della figura di Marco Accetti, il fotografo reo-confesso che ha annunciato di aver partecipato al rapimento di Emanuela Orlandi.
Difatti ha confessato spontaneamente di aver orchestrato il rapimento di due giovani adolescenti nel 1983 ed anche di essere il misterioso “telefonista con il fischietto” che ha chiamato più volte la famiglia Orlandi.
Il fratello di Emanuela però non ha mai creduto alle parole di Accetti, considerandolo solo una persona bramosa di protagonismo, soprattutto perché non vi sono prove certe rispetto all’appartenzenza di quel flauto, trovato da Accetti, ad Emanuela.
Un flauto nei laboratori del RIS
E’ emerso un colpo di scena nel caso Orlandi e a rivelarlo è stato il giornalista Gianluigi Nuzzi tramite gli account social della trasmissione che conduce “Dentro La Notizia”.
Nel breve filmato, come riporta Leggo.it, egli ha parlato di un flauto presente nei laboratori del RIS. Non è al momento chiaro se si tratti del medesimo flauto trovato in passato da Accetti o di un nuovo elemento da analizzare.
Come riportato dal maestro di flauto di Emanuela, Loriano Berti, il flauto inizialmente trovato non era affatto quello di Emanuela Orlandi. Accetti secondo quanto riporta Nuzzi risulta come indagato nel nuovo procedimento aperto dalla procura di Roma.
Ora saranno le analisi genetiche, tuttora in corso, a stabilire se quel flauto arrivato nei laboratori potrà essere una nuova prova per la risoluzione del caso di scomparsa o se sarà l’ennesimo fuoco di paglia.
