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Omicidio di Quentin Deranque, fermati 7 sospettati: tra loro anche l'assistente di un parlamentare di Melenchon

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La morte del 23enne ha provocato enormi polemiche in Francia: in molti accusano La France Insoumise di avere alimentato un clima di odio che ha portato all'omicidio del militante di estrema destra settantadue ore dall'assassinio di Quentin Deranque, il giovane militante 23enne di estrema destra rimasto vittima di un violento pestaggio di un gruppo di estrema sinistra durante una rissa, l'inchiesta della Procura di Lione segna un punto di svolta.

Sette persone sono state fermate dalla polizia francese nell’ambito delle indagini sulla morte del militante nazionalista, derubricato come “omicidio volontario Tra i fermati c’è anche un assistente parlamentare di un deputato della sinistra radicale. Si tratta di Jacques-Elie Favrot, collaboratore parlamentare del deputato di La France Insoumise (Lfi) Raphael Arnault, fondatore del collettivo antifascista sciolto La Jeune Garde.

Il deputato di La France Insoumise, Raphael Arnault, ha annunciato che il suo assistente ha cessato ogni attività parlamentare. Arnault ha avviato la procedura per rescindere il contratto con Favrot, fermato oggi dalla polizia nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del militante nazionalista. “Spetta ora all’inchiesta accertare le responsabilità”, ha scritto il deputato sui social.

Come è morto Quentin Deranque, il giovane militante di estrema destra francese

Il militante identitario del gruppo neofascista Allobroges Bourgoin, e convertito recentemente al cattolicesimo tradizionalista con l’organizzazione Academia Christiana, è morto sabato 14 febbraio a seguito di un’aggressione avvenuta nei pressi della facoltà di Scienze politiche di Lione. Il giovane era intervenuto lo scorso giovedì insieme ad alcuni compagni per scortare il collettivo femminile nazionalista Némésis, che protestava contro la conferenza dell’eurodeputata Rima Hassan (LFI). Il gruppo aveva esposto uno striscione con la scritta: “Islamo-gauchisti, fuori dalle nostre università”.

Il pestaggio sarebbe avvenuto nel pomeriggio di quel giorno. Secondo le testimonianze, intorno alle 18, poco distante dal luogo della conferenza, Deranque sarebbe stato aggredito e colpito con calci e pugni da un gruppo di militanti di estrema sinistra, noti come antifa, che sostengono la resistenza attiva contro il fascismo. L’aggressione avrebbe portato il giovane a un’emorragia cerebrale, risultata fatale. Nonostante inizialmente avesse rifiutato il trasporto in ospedale, Deranque è stato soccorso da un’ambulanza intorno alle 20, quando le sue condizioni erano già critiche. Trasportato in ospedale in coma, è deceduto due giorni dopo.

Il leader della France Insoumise: “Aggressori senza onore”

La morte del 23enne ha provocato enormi polemiche in Francia: in molti accusano La France Insoumise di avere alimentato un clima di odio che ha portato all’omicidio. Il leader della sinistra radicale francese Jean-Luc Melenchon ha denunciato che gli aggressori del giovane militante di estrema destra si sono “disonorati”. Secondo Melenchon, il 23enne è stato colpito “in un modo che, evidentemente, comporta il rischio di infliggere la morte”. Il capo di La France Insoumise, la cui formazione è stata criticata dagli avversari per i presunti legami con il collettivo antifascista Jeune Garde di Lione, ha sottolineato che “nella violenza, sia difensiva sia offensiva, non tutti i colpi sono permessi”. “Qualunque siano le opinioni dei suoi genitori, nulla giustifica che venga restituito loro un figlio morto”, ha aggiunto Melenchon riferendosi alla vittima.