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Pancreas unit di Mantova, siglata task force del Poma con Verona e Milano

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Roma, 13 gen. (Adnkronos Salute) - Condividere il percorso diagnostico terapeutico e assistenziale, in modo da mettere in comune competenze ed evidenze scientifiche, in un’ottica interaziendale di multidisciplinarietà. E' questo l'obiettivo delle convenzioni siglate dalla Panc...

Roma, 13 gen. (Adnkronos Salute) – Condividere il percorso diagnostico terapeutico e assistenziale, in modo da mettere in comune competenze ed evidenze scientifiche, in un’ottica interaziendale di multidisciplinarietà. E' questo l'obiettivo delle convenzioni siglate dalla Pancreas Unit di Asst Mantova con il centro di Chirurgia pancreatica dell’Università di Verona e il Centro robotico dell’ospedale Niguarda di Milano.

Dal 2024 – informa una nota – l'ospedale Carlo Poma è rientrato nella rete regionale delle Pancreas Unit, qualificandosi come centro di riferimento per la chirurgia pancreatica maligna. Il riconoscimento è stato attribuito da Regione Lombardia sulla base dei casi trattati: almeno 50 nell’arco di 3 anni e la mortalità a un anno dell’intervento inferiore al 5%. La chirurgia pancreatica dell'Università di Verona, diretta da Roberto Salvia, opera in stretta collaborazione con la struttura di Chirurgia Generale di Mantova, diretta da Luigi Boccia. Lo stesso Salvia ha recentemente eseguito, nelle sale operatorie del Poma, un importante intervento chirurgico di duodeno cefalo pancreasectomia per il trattamento di un tumore pancreatico.

"La collaborazione con Verona – spiega Boccia – si fa sempre più stretta e porterà alla formazione di un gruppo di specialisti appartenenti alle 2 aziende che gestirà le patologie pancreatiche con figure professionali provenienti da vari reparti. Al Carlo Poma è già attivo un pool che consente, attraverso meeting regolari, di individuare terapie costruite su misura per ciascun paziente. Il tutto è coordinato da un case manager, Lara Reggiani, che si occupa anche di altri percorsi oncologici della chirurgia generale, sempre con la finalità di rendere più agevole i percorsi e la presa in carico. Il nostro obiettivo è uniformare la proposta terapeutica erogata a Mantova a quella dei centri ad alto volume, come Verona, per garantire una sanità d’eccellenza".

All’ospedale di Mantova – riferisce la nota – esiste infatti un percorso diagnostico e terapeutico allineato a quello regionale che prevede lo studio della patologia attraverso test di biologia molecolare e quindi il trattamento multimodale mirato attraverso terapie target chirurgica mininvasiva robotica. La multidisciplinarietà del percorso mantovano consente di ridurre i tempi di attesa dell’intervento chirurgico ma anche di rispettare i tempi necessari per le varie fasi terapeutiche. Gli specialisti che si integrano nella presa in carico del malato appartengono alla Chirurgia Generale di Mantova-Asola e Borgo Mantovano, all’Endoscopia Digestiva, Anatomia Patologica, Radiologia e Diagnostica per immagini, Radioterapia, Medicina Nucleare, Oncologia, Medicina Generale di Mantova, Asola e Borgo Mantovano e Cure Palliative. La presa in carico avviene al momento della diagnosi della patologia, continua nella fase terapeutica – oncologica, chirurgica, radioterapica – e prosegue durante il follow-up con visite di controllo, al fine di garantire al malato la continuità di cura. La direzione dell'Asst di Mantova assicura, assieme ai propri professionisti, l’impegno per proseguire su questa strada già tracciata, al fine di promuovere i più alti standard di cura ai propri pazienti.