Tra i temi che hanno scandito gli ultimi anni della sua vita professionale e privata c’è un presente intenso e una riflessione sul passato: Paola Perego si prepara a spegnere le candeline il 17 aprile e, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha rimesso ordine ai ricordi, ai timori e alle scelte recenti. Nel racconto emergono non solo i programmi che la vedono protagonista — come Citofonare Rai2 e The Floor — ma anche la pubblicazione del libro A modo mio (Sperling&Kupfer), che arriverà nelle librerie il 14 aprile, e temi più intimi come la salute e i rapporti personali.
Il dialogo con la stampa ha messo in luce sia la soddisfazione per gli impegni professionali sia la necessità di fare i conti con questioni delicate. Paola racconta del nuovo assetto del suo programma del fine settimana e della proposta di raddoppiare gli appuntamenti, della volontà di lavorare con colleghe donne e della scelta di affiancare Paola Barale.
Sul piano privato si conferma il forte legame con il marito Lucio Presta, mentre sulla salute torna a parlare apertamente della malattia che ha cambiato le sue priorità.
Carriera e rapporti professionali
Sul fronte televisivo Perego descrive un periodo professionalmente vivace: mattinate del sabato e della domenica dedicate a Citofonare Rai2, il prime time del lunedì con The Floor e l’uscita del suo libro. Nel racconto emerge la preferenza per le alleanze femminili: «ho sempre voluto lavorare con le donne, mi piace coalizzarmi con loro», afferma, spiegando il motivo della scelta di una compagna di viaggio come Paola Barale. Il tono è pragmatico e non privo di orgoglio; la conduttrice sottolinea il piacere di ricostruire il proprio spazio professionale dopo cambiamenti che hanno interessato il cast e la conduzione di diversi programmi.
Addio a Simona Ventura e arrivo di Paola Barale
La separazione professionale da Simona Ventura è trattata con chiarezza: la collega ha deciso di intraprendere un percorso diverso scegliendo di andare a Mediaset per condurre Il Grande Fratello, e per Paola la conclusione della collaborazione è «così». Pur lontana da toni drammatici, la frase tradisce una certa freddezza. Al contempo Perego spiega di aver voluto affiancare una figura nota con cui aveva già lavorato in passato: Barale fu inviata ai tempi de La Talpa, e oggi torna a un ruolo più stabile, descritto come intelligente, divertente e poco «sfruttata» dal punto di vista dell’immagine.
Salute, prevenzione e nuovi equilibri
Una parte centrale dell’intervista è dedicata alla salute: Perego racconta di aver affrontato un carcinoma maligno al rene, scoperto e curato in tempo. Fondamentale, sottolinea, è stato il ricorso alla prevenzione annuale a pagamento, una pratica che le ha permesso di individuare la malattia quando era ancora trattabile. La conduttrice definisce questa realtà come «una delle più grandi ingiustizie sociali», riflettendo sulle disuguaglianze che impediscono a molte persone di accedere a controlli tempestivi. Oggi è ancora sotto follow up e racconta come la malattia abbia ridefinito priorità e prospettive.
Menopausa, ormoni e accettazione
Nel libro e nelle dichiarazioni pubbliche Perego affronta anche argomenti che spesso restano tabù, come la menopausa. Racconta di aver fatto uso di ormoni bioidentici per attenuare i sintomi e di aver trovato in questo supporto un aiuto concreto, oltre a una nuova accettazione del corpo e dell’età. L’idea ricorrente è che l’invecchiamento sia una fase naturale: pur confessando fastidi e piccoli disagi, Paola rivendica una maggiore consapevolezza di sé rispetto ai 30 o 40 anni e un diverso rapporto con la fragilità umana.
Vita privata, affetti e compleanno
Nella sfera privata la conduttrice ribadisce la centralità del rapporto con Lucio Presta, agente e marito, la cui fiducia l’ha aiutata a riconoscere talenti e a trovare sicurezza: «mi fa sentire la donna più brava e bella del mondo», racconta, spiegando come la serenità reciproca sia alla base dei legami duraturi. Per il compleanno del 17 aprile preferisce festeggiamenti raccolti: una cena con le persone care piuttosto che grandi feste, perché oggi i sessant’anni hanno un significato diverso e la voglia di continuare a sperimentare mantiene la mente giovane. Il libro A modo mio chiude idealmente il percorso di riflessione condiviso con il pubblico.