Il caso del pestaggio ai danni del migrante Michael Habeeb Jousif a San Benedetto del Tronto torna al centro del dibattito politico dopo le dichiarazioni di Roberto Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale ha condannato il gesto dell’imprenditore Giuseppe Barboni, definendolo un episodio di violenza non giustificato dalla difesa personale.
Pestaggio di Jousif a San Benedetto del Tronto: la Procura indaga su Barboni
La vicenda è ora al vaglio della magistratura. La vittima del pestaggio pare abbia presentato denuncia presso il commissariato di polizia e ha consegnato anche un certificato medico che indica 14 giorni di prognosi. La Procura di Ascoli Piceno dovrà ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e verificare eventuali responsabilità penali, con l’ipotesi di un procedimento per lesioni personali nei confronti di Barboni.
Nel video diffuso online si vede l’imprenditore immobilizzare Jousif, portarlo a terra e colpirlo con alcuni pugni. Prima dell’aggressione fisica, il cittadino iracheno avrebbe rivolto una serie di insulti a Barboni mentre si trovava in mezzo alla strada e in uno stato apparentemente alterato. L’imprenditore ha sostenuto di essere intervenuto perché temeva che l’uomo potesse avere un coltello, anche se nelle immagini non emergerebbe la presenza di alcuna arma.
Interpellato sul motivo per cui non avesse richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, Barboni ha spiegato che la polizia sarebbe già intervenuta più volte in precedenza senza riuscire, a suo dire, a risolvere il problema. La sua versione, tuttavia, sarà ora sottoposta alle verifiche degli inquirenti, che dovranno stabilire se il comportamento tenuto durante l’episodio possa rientrare nei limiti della legittima difesa oppure se abbia configurato un atto di aggressione.
Pestaggio del migrante, Vannacci prende le distanze e scarica Barboni: “Contrario alla violenza”
Roberto Vannacci ha deciso di intervenire sul caso del pestaggio avvenuto sabato sera a San Benedetto del Tronto, prendendo le distanze da Giuseppe Barboni, imprenditore ed esponente marchigiano di Futuro Nazionale, movimento vicino al generale. Dopo la diffusione del video dell’aggressione, diventato virale sui social, Vannacci ha chiarito di non condividere il comportamento dell’uomo, affermando: “Vedo solo oggi quel filmato, io sono sempre stato contro la violenza se non giustificata da necessità di difesa, e questo non mi sembra il caso“.
Secondo il leader di Futuro Nazionale, quanto accaduto non può essere considerato una reazione legittima a una situazione di pericolo, ma un episodio che supera i limiti della difesa personale. “Va oltre quella che può essere una reazione a un comportamento molesto“, ha spiegato. La presa di posizione arriva dopo alcune ore di silenzio, durante le quali erano circolate ipotesi su una possibile vicinanza di Vannacci alle azioni di Barboni, con cui in passato aveva condiviso incontri e momenti di confronto politico.
L’aggressione ha coinvolto Michael Habeeb Jousif, cittadino iracheno, che secondo la ricostruzione fornita da Barboni avrebbe creato problemi alla circolazione e infastidito alcune persone presenti in strada. L’imprenditore, con un passato nella lotta MMA, aveva pubblicato il filmato dell’episodio sui propri profili social, rivendicando il gesto e dichiarando: “Ho fatto quello che bisognava fare, stava creando disturbo“. In un’intervista a Fanpage aveva inoltre sostenuto di essere stato “fin troppo gentile” e aveva aggiunto: “Se volevo lo mandavo in coma“.
