> > “Niente stretta di mano”: nuova polemica all’Australian Open tra Sabale...

“Niente stretta di mano”: nuova polemica all’Australian Open tra Sabalenka e Svitolina

sabalenka svitolina polemica

La semifinale tra Sabalenka e Svitolina ha riacceso la polemica: nessuna stretta di mano finale, con il pubblico avvisato in anticipo.

La semifinale degli Australian Open tra Aryna Sabalenka ed Elina Svitolina non è stata solo una sfida di alto livello, ma anche l’ennesimo capitolo di una polemica che va oltre il tennis. Tra tensioni legate al conflitto in Ucraina e precedenti mai chiariti, il match ha riacceso l’attenzione sul gelo tra la bielorussa e l’ucraina, con la mancata stretta di mano diventata ancora una volta il vero tema della giornata.

Una vittoria netta sotto i riflettori all’Australian Open

Aryna Sabalenka ha raggiunto la finale dell’Australian Open imponendosi con autorità su Elina Svitolina per 6-2, 6-3 nella semifinale giocata giovedì 29 gennaio alla Rod Laver Arena. La numero uno del ranking WTA ha controllato l’incontro dall’inizio alla fine, mostrando solidità al servizio e grande aggressività negli scambi, chiudendo la pratica in poco più di un’ora. Con questo successo, la bielorussa centra la quarta finale consecutiva a Melbourne, confermando il suo dominio sul cemento australiano. Eppure, come già accaduto in passato, il match è stato ricordato più per quanto successo fuori dal punteggio che per il verdetto del campo.

Al termine della partita non c’è stato il tradizionale saluto a rete: una scelta comunicata preventivamente dall’organizzazione sugli schermi dello stadio con l’annuncio: “Alla fine del match non ci sarà nessuna stretta di mano tra le giocatrici. Apprezziamo il vostro rispetto nei confronti delle atlete durante e dopo il match“. Un messaggio pensato per evitare fischi o tensioni sugli spalti, che ha attirato l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori.

“Alla fine non ci sarà”, è polemica all’Australian Open: c’entrano Sabalenka e Svitolina

La mancata stretta di mano affonda le sue radici nel contesto geopolitico legato alla guerra in Ucraina, con la Bielorussia alleata della Russia. Sabalenka e Svitolina hanno mantenuto un atteggiamento di totale distanza per tutta la durata dell’incontro: nessuno sguardo, nessun cenno di saluto, nemmeno la classica foto di rito prima del match. Un copione già visto al Roland Garros 2023, quando la bielorussa aveva atteso l’ucraina a rete senza ricevere risposta, scatenando reazioni contrastanti sugli spalti parigini.

In quell’occasione Sabalenka aveva spiegato: “Non sostengo la guerra, sono andata a rete come gesto istintivo“. Sabalenka aveva liquidato la questione con parole chiare: “È la loro posizione. Cosa posso farci? Quando scendo in campo, penso solo al tennis“. Una rivalità fredda, segnata più dalla politica che dallo sport, che continua a riemergere nei momenti chiave dei grandi Slam.