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Possibile estensione del taglio delle accise: cosa cambia per benzina e gasolio

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Il governo osserva i prezzi dei carburanti e potrebbe estendere il taglio delle accise dopo il 7 aprile: le misure in vigore dal 19 marzo e le possibili conseguenze spiegate sinteticamente

Il tema dei prezzi dei carburanti resta al centro dell’attenzione pubblica e delle decisioni di governo. In questa fase l’esecutivo sta valutando l’opportunità di prolungare il taglio delle accise oltre la scadenza prevista del 7 aprile 2026, monitorando i dati di mercato e gli effetti sull’inflazione.

La misura introdotta a marzo è pensata come intervento temporaneo per mitigare l’impatto dell’aumento delle quotazioni internazionali del petrolio sul carrello della spesa e su settori vulnerabili: nei prossimi giorni si deciderà se convocare un Consiglio dei ministri dopo Pasquetta per valutare un rinnovo dell’agevolazione.

Le misure attualmente in vigore

Dal 19 marzo sono operative alcune misure straordinarie approvate dal Consiglio dei ministri: in particolare una riduzione delle accise su gasolio, benzina e GPL per 20 giorni. Questo intervento determina una riduzione pratica del prezzo di circa 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il GPL. Oltre alla riduzione fiscale, il provvedimento prevede norme per contrastare la speculazione sui prezzi e misure di sostegno mirate ai settori più colpiti.

Contributi mirati ad autotrasporto e pesca

Per compensare gli oneri straordinari legati al caro carburanti sono stati previsti due contributi sotto forma di credito d’imposta. Per l’autotrasporto il credito è parametrato alla maggior spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 rispetto a febbraio 2026, con un tetto complessivo di 100 milioni di euro per il 2026. Per il settore della pesca è previsto un credito d’imposta fino al 20% della spesa per carburante sostenuta nello stesso arco temporale, nel limite di 10 milioni di euro per il 2026. Questi crediti sono utilizzabili esclusivamente in compensazione e non concorrono alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile IRAP.

Gli effetti sui prezzi e lo scenario dal 7 aprile

Le rilevazioni ufficiali mostrano prezzi ancora elevati: sulla rete ordinaria il prezzo medio self service era intorno a 1,746 euro al litro per la benzina e a 2,055 euro al litro per il gasolio, mentre sulla rete autostradale le medie si attestavano rispettivamente a 1,813 euro e 2,118 euro. Senza il rinnovo del taglio delle accise il rischio è una nuova impennata dei prezzi alla pompa: secondo stime dell’Associazione consumatori, il gasolio potrebbe superare i 2,3 euro al litro sulla rete ordinaria e la benzina avvicinarsi ai 1,99 euro al litro.

Decisione legata al contesto geopolitico e ai dati Istat

Le valutazioni del governo tengono conto di due fattori principali: l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e i dati preliminari sull’inflazione diffusi dall’Istat. Questi dati, che rilevano l’andamento dei prezzi nel mese di marzo, rappresentano un primo indicatore degli effetti sul carrello della spesa e aiuteranno a stabilire durata e parametri di eventuali proroghe.

Come limitare l’impatto sui consumatori

Anche senza interventi pubblici immediati, ci sono comportamenti concreti per contenere la spesa per la mobilità. Alcune semplici buone pratiche possono ridurre il consumo e il costo effettivo del pieno, soprattutto se accompagnate dall’uso degli strumenti di comparazione prezzi.

Strumenti e consigli pratici

Per individuare il distributore più economico è utile consultare l’Osservaprezzi del ministero o applicazioni private che aggregano le tariffe locali. Preferire il self service, scegliere pompe indipendenti (le cosiddette “pompe bianche”) e rifornirsi lontano dalle aree autostradali può fare una differenza significativa. Inoltre guidare a velocità costante e mantenere una corretta manutenzione del veicolo riducono il consumo di carburante. Segnalare alla autorità competenti eventuali discrepanze fra il prezzo esposto e quello applicato contribuisce a contrastare pratiche scorrette.

Un approccio consapevole

L’insieme di misure governative e comportamenti individuali può attenuare l’onere del caro carburanti. Il rinnovo del taglio delle accise rimane uno strumento rapido per stabilizzare i prezzi, ma la scelta finale dipenderà dall’andamento dei mercati internazionali e dai prossimi indicatori economici. Nel frattempo, conoscere le regole del credito d’imposta e sfruttare strumenti di confronto resta fondamentale per imprese e cittadini.

In sintesi, il percorso decisionale nelle prossime settimane sarà determinato dalla combinazione tra scenari geopolitici, dati ufficiali sull’inflazione e valutazioni politiche: fino al possibile Consiglio dei ministri dopo Pasquetta, l’attenzione resta alta su prezzi, trasparenza e misure di sostegno.