Il 24 settembre 2026 il Teatro Regio di Torino ha ospitato la cerimonia di apertura dell’edizione 2026 di Terra Madre Salone del Gusto la più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto. L’evento, che si svolgerà nel centro storico fino al 27 settembre, ha visto la partecipazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, giunto in città per la prima volta da sette mesi, dopo l’appuntamento commemorativo per il centenario della morte di Piero Gobetti.
Discorso di apertura: biodiversità e politiche necessarie
Dal podio del Regio, Mattarella ha ricordato che «la biodiversità è un patrimonio che ci interpella». Ha spiegato come la molteplicità genetica abbia sostenuto lo sviluppo umano nei millenni e ha avvertito che, senza una gestione responsabile, l’uomo rischia di comprimere e infine distruggere questa ricchezza, con conseguenze catastrofiche per la propria sopravvivenza.
Il presidente ha insistito sul fatto che la biodiversità ha bisogno di politiche capaci di attribuirle il giusto valore, collegandola alla sicurezza alimentare, definendola una sfida cruciale per il futuro. Inoltre, Mattarella ha definito il cibo e le risorse alimentari “armi strategiche” nelle dinamiche geopolitiche attuali.
Omaggi a Carlin Petrini e riflessioni sul ruolo di Slow Food
Nel suo intervento, il presidente ha espresso gratitudine a Carlin Petrini fondatore di Slow Food, per l’eredità culturale lasciata e per il continuo impegno nella tutela della biodiversità. Ha sottolineato che, nonostante l’assenza fisica di Petrini, il suo pensiero resta vivo nelle iniziative della manifestazione. La presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini, ha poi denunciato un “sistema sbagliato” che, applicato all’agricoltura, genera emergenza climatica e siccità, sostenendo che il modello lineare delle industrie è incompatibile con i limiti naturali. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha ricordato che gli ideali di Petrini sono ancora presenti nella realtà piemontese, citando la diffusione globale del suo messaggio, già nel 1980, senza l’ausilio dei social media.
Il percorso istituzionale: dall’arrivo a Piazza Castello alla visita di Candiolo
Alle 11:52 Mattarella è arrivato a Piazza Castello a bordo della sua auto blindata, dove è stato accolto da una folla di torinesi, giovani e anziani, con applausi e urla di sostegno. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha rivolto un discorso di benvenuto, rimarcando il valore della scuola aperta a tutti e la necessità di unire il paese, valori alla base della Costituzione. Dopo la cerimonia al Teatro Regio, il presidente ha incontrato brevemente il fondatore della SER-MIG, Ernesto Olivero, in un appuntamento tradizionale nelle visite al Piemonte. Successivamente, Mattarella è rientrato in Piazza Castello, dove ha salutato il pubblico prima di dirigersi verso la Prefettura per il pranzo.
Visita all’Istituto Nazionale Oncologico di Candiolo
Nel pomeriggio, il capo dello Stato ha proseguito il suo impegno verso la salute pubblica, visitando l’Istituto Nazionale Oncologico di Candiolo e la Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro. Questi incontri hanno sottolineato l’importanza della ricerca scientifica come complemento alle politiche ambientali e alimentari, legando la lotta contro il cancro alla salvaguardia delle risorse naturali.
Risonanze simboliche e internazionali
Durante la cerimonia è stato letto, da parte dell’ambasciatore, il messaggio inviatole da Carlo III, che ricordava il legame storico con Terra Madre NATO nel 2004, quando il principe del Galles partecipò alla prima edizione in qualità di ospite d’onore. Inoltre, in Piazza San Carlo è ricomparso un striscione “Viva Mattarella” di protesto, testimonianza dell’affetto popolare e delle tensioni civiche interlocutate nel contesto della visita.
Con queste parole e gli appuntamenti programmati, il presidente Sergio Mattarella ha chiuso l’inaugurazione con un augurio di agricoltura sostenibile e di continuo impegno nella semina della speranza, anche nei momenti più difficili, confermando la sua presenza costante sul territorio piemontese.
