Lucio Presta, veterano della gestione televisiva, mette nero su bianco nel suo libro L’Uragano la fine di un rapporto che mescolava affari e amicizia, con effetti visibili nel mondo dello spettacolo. Al centro della narrazione c’è la rottura con Amadeus e, secondo Presta, il ruolo determinante di Giovanna Civitillo nello strappo: un racconto personale che alterna ricordi professionali, rabbia e accuse documentate.
Il manoscritto e la documentazione raccolta offrono una serie di fatti concreti: e-mail, date, messaggi e presenze a eventi. Da queste tessere verificabili Presta costruisce la sua versione dei fatti, intrecciando episodi reali con letture soggettive su decisioni e responsabilità. Questo approccio rende la lettura più vivida, ma apre anche a dubbi quando manca il riscontro delle altre parti coinvolte.
Una delle contestazioni principali riguarda le opportunità attribuite dall’agenzia di Presta alla conduttrice: tour promozionali, incarichi e ospitate che, secondo il manager, sarebbero nate anche grazie al suo lavoro ma senza un riconoscimento economico o formale. Tra i casi citati compaiono collaborazioni con Costa Crociere durante il Festival di Sanremo e presenze ripetute a È sempre mezzogiorno, entrambe esperienze che avrebbero aumentato la visibilità della professionista.
I fascicoli contengono corrispondenze interne, note e riferimenti a contratti di ingaggio, oltre a segnalazioni indirizzate a terzi. Tuttavia non emergono clausole che garantiscano all’agenzia diritti esclusivi sulle opportunità segnalate: questa lacuna rende più complessa l’attribuzione delle responsabilità e lascia spazio a interpretazioni diverse rispetto alle rivendicazioni di Presta.
Il caso Costa Crociere, evocato più volte, riguarda iniziative promozionali collegate al Festival: nei documenti si trova l’indicazione del coinvolgimento della conduttrice, ma non c’è chiarezza su cifre precise né sui termini economici dell’accordo. Lo stesso vale per le ospitate televisive: si sa che ci sono state e che hanno portato visibilità, ma rimangono dubbi sui compensi e su chi abbia negoziato cosa.
Oltre ai protagonisti principali — l’agenzia di Presta, la conduttrice e Amadeus — nei fascicoli compaiono troupe, società promotrici e organizzatori legati al Festival. Le comunicazioni tra questi soggetti sono frequenti, ma ad oggi mancano dichiarazioni ufficiali da parte di tutte le controparti: senza queste conferme la ricostruzione resta parziale.
Presta lamenta anche una discrepanza tra il sostegno ricevuto e le scelte poi compiute dagli altri: segnala comportamenti ostili o decisioni prese senza consultare l’agenzia, un mix che ha generato frizioni e incertezza. Sul piano pratico, l’assenza di regole chiare su compensi e diritti ha creato ambiguità operative che possono influire su incarichi futuri e sul valore delle relazioni professionali.
Nel libro si menziona inoltre il ruolo di testimonial affidato a Giovanna Civitillo da una società turistica durante il Festival, con un compenso che Presta giudica rilevante rispetto a standard precedenti. Anche qui restano da chiarire le cifre esatte e l’effettivo coinvolgimento dell’agenzia nella trattativa.
Tra le pagine figura infine una comunicazione firmata dal conduttore che chiede alla conduttrice di non partecipare all’ultima edizione del Festival a lui dedicata: secondo Presta quello è stato il punto di rottura, un gesto percepito come lesivo sia sul piano personale sia su quello professionale.
Le verifiche proseguono: si stanno analizzando altri documenti e potrebbero arrivare risposte ufficiali dalle parti interessate. Solo con l’esame approfondito dei contratti e con testimonianze aggiuntive si potrà avere un quadro più definitivo delle dinamiche economiche e umane che hanno condotto a questa separazione.