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Previsioni 2026 per mercati: azioni, rendimenti e pressioni inflazionistiche

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Analisi numerica dei principali driver macro e di mercato per il 2026 con scenari quantitativi sul rendimento degli asset

Outlook 2026: come potrebbero muoversi azioni, obbligazioni e inflazione

Sarah Finance propone un’istantanea quantitativa dei mercati per il 2026, basata su dati e scenari numerici. L’obiettivo è fornire uno schema operativo: quali sono i driver principali, come potrebbero reagire azioni e titoli di Stato, e quali segnali tenere sotto controllo. Non si tratta di suggerimenti di investimento, ma di una mappa per orientarsi in un anno che si profila di transizione, con incertezza sui tassi e una certa persistenza dell’inflazione in più aree.

Punto di partenza: i numeri a fine 2025
Al 31 dicembre 2025 i riferimenti di mercato erano questi: S&P 500 a circa 4.900 punti, Euro Stoxx 50 intorno a 4.200. Il Treasury USA a 10 anni rendeva circa 3,9% e il BTP 10 anni intorno al 3,8%. L’inflazione core (anno su anno) era approssimativamente 3,1% negli USA e 2,7% nell’Eurozona. Questi valori formano la base su cui sono costruiti gli scenari per il 2026.

Tre scenari plausibili (con probabilità ponderate)
Partendo dai livelli di fine 2025, l’analisi quantitativa delinea tre traiettorie con probabilità e impatti numerici stimati per il 31 dicembre 2026.

  • – Scenario base (55%): crescita globale moderata e tassi sostanzialmente stabili. In questo caso l’S&P 500 potrebbe salire di circa il 6% (target ~5.194), l’Euro Stoxx 50 di circa il 4% (target ~4.368). Il Treasury 10Y oscillerebbe intorno al 3,9% con una banda di ±0,25 punti percentuali.
  • – Scenario rialzista (20%): accelerazione della crescita e utili societari più forti. Qui l’S&P 500 potrebbe guadagnare intorno al 12% (target ~5.488) e l’Euro Stoxx 50 il 10% (target ~4.620). I rendimenti sovrani salirebbero, con il Treasury 10Y che potrebbe avvicinarsi al 4,3% (+0,4 pp).
  • – Scenario di stress / stagflattivo (25%): crescita debole combinata con inflazione persistente. In questo scenario i mercati azionari subirebbero un ritracciamento: S&P 500 -8% (target ~4.508), Euro Stoxx 50 -10% (target ~3.780). I rendimenti nominali salirebbero sensibilmente (Treasury 10Y fino a ~4,5%, +0,6 pp) e l’inflazione core USA potrebbe attestarsi tra 3,5% e 4,0%.

Le variazioni previste nascono da combinazioni di stime sugli utili per azione (EPS) e movimenti dei multipli, tenendo conto della volatilità implicita e dei tassi reali attuali.

Quattro variabili da monitorare ogni mese
Questi indicatori determinano in gran parte quale scenario si materializzerà e di quanto si sposteranno prezzi e rendimenti.

1) Inflazione core (USA/Eurozona)
Se il core USA supera il 3,5% o quello Eurozona oltre il 3,0%, aumentano significativamente le probabilità di nuovi rialzi dei tassi. Al contrario, una discesa stabile sotto il 2% ridurrebbe la pressione sui rendimenti.

2) Politica monetaria
Un rialzo netto dei tassi da parte di Fed o BCE superiore a 0,25 punti nel periodo contribuirebbe a spingere i rendimenti sovrani di un ulteriore +0,2/0,6 punti rispetto allo scenario base.

3) Crescita reale del PIL
Una crescita trimestrale USA superiore all’1,5% annuo favorirebbe lo scenario rialzista; una crescita sotto lo 0,5% annuo sposterebbe il baricentro verso lo stress macroeconomico.

4) EPS delle società
Variazioni medie degli utili per azione dell’S&P 500 superiori a +8% o inferiori a -5% impatterebbero direttamente sui rendimenti totali dell’indice, in ordine di grandezza rispettivamente di circa +7 o -6 punti percentuali, a parità di multiplo.

Correlazioni e sensibilità: cosa aspettarsi
La storia mostra che i tassi e le azioni restano strettamente collegati. Un aumento del rendimento del Treasury 10Y di 100 basis point è stato spesso associato a una flessione temporanea dell’S&P 500 tra il 6% e il 10%. Differenze settoriali sono importanti: real estate e utility mostrano beta elevati (oltre 1,5) rispetto ai tassi, i settori growth presentano beta più contenuti ma comunque sensibili (oltre 1,2). Per le commodity, l’oro tende a reagire negativamente all’aumento dei tassi reali, con movimenti storici attorno al -5/-12% per 100 bp di rialzo reali. Tuttavia, shock simultanei di sentiment e macro possono amplificare questi effetti oltre gli intervalli medi.

Punto di partenza: i numeri a fine 2025
Al 31 dicembre 2025 i riferimenti di mercato erano questi: S&P 500 a circa 4.900 punti, Euro Stoxx 50 intorno a 4.200. Il Treasury USA a 10 anni rendeva circa 3,9% e il BTP 10 anni intorno al 3,8%. L’inflazione core (anno su anno) era approssimativamente 3,1% negli USA e 2,7% nell’Eurozona. Questi valori formano la base su cui sono costruiti gli scenari per il 2026.0

  • – Rischio geopolitico (probabilità stimata 15%): VIX sopra 30 accompagnato da correzioni azionarie >10% in 30 giorni. Storicamente questi segnali anticipano riallocazioni di portafoglio e riduzione di liquidità.
  • – Rischio di disinflazione rapida (10%): inflazione core sotto il 2% con effetto sui multipli e calo dei rendimenti sovrani a 10 anni di circa -0,5 pp.
  • – Rischio di inversione della curva: inversione persistente oltre 90 giorni; spesso precede rallentamenti del PIL nei 12-18 mesi successivi.

Punto di partenza: i numeri a fine 2025
Al 31 dicembre 2025 i riferimenti di mercato erano questi: S&P 500 a circa 4.900 punti, Euro Stoxx 50 intorno a 4.200. Il Treasury USA a 10 anni rendeva circa 3,9% e il BTP 10 anni intorno al 3,8%. L’inflazione core (anno su anno) era approssimativamente 3,1% negli USA e 2,7% nell’Eurozona. Questi valori formano la base su cui sono costruiti gli scenari per il 2026.1

Punto di partenza: i numeri a fine 2025
Al 31 dicembre 2025 i riferimenti di mercato erano questi: S&P 500 a circa 4.900 punti, Euro Stoxx 50 intorno a 4.200. Il Treasury USA a 10 anni rendeva circa 3,9% e il BTP 10 anni intorno al 3,8%. L’inflazione core (anno su anno) era approssimativamente 3,1% negli USA e 2,7% nell’Eurozona. Questi valori formano la base su cui sono costruiti gli scenari per il 2026.2

Punto di partenza: i numeri a fine 2025
Al 31 dicembre 2025 i riferimenti di mercato erano questi: S&P 500 a circa 4.900 punti, Euro Stoxx 50 intorno a 4.200. Il Treasury USA a 10 anni rendeva circa 3,9% e il BTP 10 anni intorno al 3,8%. L’inflazione core (anno su anno) era approssimativamente 3,1% negli USA e 2,7% nell’Eurozona. Questi valori formano la base su cui sono costruiti gli scenari per il 2026.3