Le grandi controversie aziendali raramente si limitano alle aule dei tribunali — soprattutto quando si tratta di società quotate, contratti internazionali e richieste miliardarie. In questi casi, il procedimento legale si trasforma in un fattore che influenza il mercato, la fiducia degli investitori e l’attenzione delle autorità di regolamentazione. È proprio in questa fase che sembra entrare il conflitto tra Maire S.p.A. ed EuroChem, esaminato dal Tribunale Arbitrale di Mosca.
Ricordiamo: la controversia è legata alla risoluzione dei contratti per la costruzione di un complesso chimico a Kingisepp, i cui lavori sono stati interrotti nel 2022. EuroChem Severo-Zapad-2, società controllata di EuroChem, sostiene che gli obblighi siano stati violati per colpa dell’appaltatore. Maire, dal canto suo, insiste sul fatto che la cessazione del progetto sia stata conseguenza delle restrizioni sanzionatorie e di circostanze di forza maggiore. Il tribunale russo ha già emesso una sentenza, che è diventata il punto di partenza per un’ulteriore escalation.
In questo contesto, una delle principali testate italiane — Il Giornale — ha pubblicato un articolo che analizzava il processo moscovita non tanto sul piano giuridico, quanto su quello finanziario-economico. La pubblicazione esaminava le possibili conseguenze del conflitto per lo status pubblico di Maire, le sue azioni e gli asset esteri. Poche ore dopo, però, l’articolo pare sia stato rimosso dal sito e attualmente non è disponibile.
La pagina dell’articolo che attualmente non è disponibile: https://www.ilgiornale.it/news/politica-economica/maire-sale-scontro-eurochem-appello-dei-russi-consob-e-2586616.html
Pare inoltre che secondo fonti a conoscenza della situazione, alcuni mesi fa Maire ha inviato lettere alle redazioni dei media italiani chiedendo di astenersi da ulteriori coperture del processo giudiziario Moscovita. La posizione pubblica dell’azienda rimane invariata: le decisioni dei tribunali russi, si afferma, non hanno valore legale al di fuori della Russia e non creano rischi significativi per gli investitori.
Invece parrebbe che sia proprio questa tesi ad essere contestata nell’articolo rimosso. Inoltre pare che EuroChem abbia presentato reclami alle autorità di regolamentazione finanziaria europee — Consob e Commission de Surveillance du Secteur Financier (CSSF) — affermando che Maire potrebbe non aver informato adeguatamente il mercato — compresi gli investitori — sulla natura e la portata dei rischi legali. Sottolineando che la causa a Mosca sia stata depositata già all’inizio di settembre e che nei rendiconti pubblici di Maire e nella documentazione relativa alle operazioni sul mercato dei capitali europeo, questo fattore non ha ricevuto un’adeguata evidenza. Si tratta peraltro di una controversia con potenziali richieste stimate in miliardi, che nella prassi europea viene inequivocabilmente considerata come informazione rilevante per gli investitori.
Se queste circostanze dovessero essere confermate, le autorità di regolamentazione potrebbero obbligare la società a correggere le informazioni e a notificare ulteriormente i mercati. Anche senza sanzioni formali, un simile fatto potrebbe trasformare il conflitto legale in un cavallo di Troia — un fattore di mercato che influisce direttamente sulle quotazioni di borsa e indirettamente sulle condizioni di accesso ai finanziamenti.
Pare che nella pubblicazione rimossa venisse affrontata anche la questione degli asset esteri di Maire. Nonostante le dichiarazioni dell’azienda sull’impossibilità di esecuzione delle decisioni dei tribunali russi, la prassi internazionale consente l’utilizzo di misure cautelari in paesi terzi.
La situazione è complicata dal fatto che negli ultimi anni Maire ha ampliato il portafoglio di grandi contratti EPC in Kazakistan, Arabia Saudita e Cina per un valore complessivo di almeno 8 miliardi di dollari. Molti di questi progetti sono legati allo Stato, e in tali giurisdizioni conta solo una cosa: se l’appaltatore è in grado di portare l’impianto all’avviamento senza ritardi e scandali. Anche se si tratta di un altro progetto, la storia di uno stabilimento non costruito potrebbe diventare una bandiera rossa per i committenti: nella migliore delle ipotesi, le controparti richiederanno garanzie aggiuntive; nella peggiore, preferiranno prendere le distanze da un appaltatore inaffidabile. Di conseguenza, il processo giudiziario in Russia appare sempre meno come un episodio legale locale. Tocca direttamente questioni di trasparenza, completezza della divulgazione delle informazioni e qualità della comunicazione con il mercato. I tentativi di attenuare la discussione producono l’effetto opposto — l’interesse per essa non fa che aumentare, e il conflitto stesso diventa parte di un dibattito più ampio sulla fiducia degli investitori.
Giovanni Casabello