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Reclutamento militare in Russia: record di compensi per stranieri

Reclutamento militare in Russia: record di compensi per stranieri

La regione di Irkutsk in Siberia ha introdotto un nuovo record di compensi per i reclutatori militari che arruolano cittadini stranieri e apolidi.

La regione di Irkutsk, in Siberia, ha stabilito un nuovo record di compensi per i reclutatori militari che riescono ad arruolare cittadini stranieri e apolidi nelle forze armate russe. Questa decisione, formalizzata con una direttiva firmata dal governatore regionale, rappresenta un significativo aumento degli incentivi per il reclutamento di personale straniero.

Secondo la nuova direttiva, i reclutatori riceveranno 1,5 milioni di rubli per ogni cittadino straniero che riescono a far arruolare con un contratto militare.

Questo importo rappresenta un aumento di quattro volte rispetto ai precedenti sette mesi, rendendo Irkutsk la regione russa con i compensi più alti per il reclutamento di stranieri.

L’aumento dei compensi per reclutatori

In precedenza, la regione di Irkutsk offriva un compenso fisso di 400.000 rubli per ogni contratto firmato, indipendentemente dalla cittadinanza del reclutato.

La nuova direttiva distingue esplicitamente tra cittadini stranieri, apolidi e cittadini russi provenienti da altre regioni, raddoppiando il compenso per il reclutamento di questi ultimi a 800.000 rubli.

Questa mossa riflette una tendenza più ampia tra i governi regionali russi, che stanno aumentando i compensi per i reclutatori per soddisfare le quote di reclutamento militare.

Ad esempio, la regione di Smolensk ha recentemente aumentato i pagamenti per i reclutatori da 115.000 rubli a 1 milione di rubli, mentre la regione di Ryazan ha portato il compenso a 805.000 rubli.

Le pratiche di reclutamento e le accuse di sfruttamento

L’Ucraina, che permette anche ai cittadini stranieri di combattere nelle sue forze armate, ha identificato più di 28.000 stranieri provenienti da 136 paesi che hanno combattuto a fianco delle forze russe. Tuttavia, le pratiche di reclutamento russe sono state oggetto di critiche da parte di organizzazioni internazionali.

In un rapporto pubblicato, Amnesty International ha denunciato che i tentativi di reclutamento russi frequentemente coinvolgono pratiche ingannevoli, coercitive e sfruttatrici. Le testimonianze raccolte descrivono contratti firmati senza consenso informato, confisca di passaporti, restrizioni alla libertà di movimento, addestramento inadeguato e minacce contro coloro che cercano di lasciare il servizio militare. Queste pratiche potrebbero configurarsi come traffico di esseri umani.

Le testimonianze degli arruolati

Le indagini di Amnesty International hanno rivelato che i reclutatori russi utilizzano vari mezzi per attrarre stranieri, tra cui false promesse di lavoro civile o non combattente. Molti arruolati hanno riferito di essere stati ingannati con l’offerta di lavori come cuochi o autisti, per poi essere inviati in prima linea. Alcuni hanno descritto condizioni di vita disumane e la mancanza di adeguato addestramento.

Un uomo del Sri Lanka ha raccontato di essere stato reclutato con la promessa di un lavoro come cuoco, per poi essere inviato al fronte e catturato dalle forze ucraine. Altri hanno descritto come i loro passaporti e telefoni cellulari siano stati confiscati durante l’addestramento o prima del dispiegamento in zona di combattimento.

Queste pratiche sollevano gravi preoccupazioni riguardo alle violazioni dei diritti umani e alla responsabilità internazionale della Russia. Amnesty International ha chiamato le autorità russe a porre fine a queste pratiche abusive e a garantire la protezione e il supporto alle vittime di traffico di esseri umani.

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