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Referendum sulla riforma della giustizia: la fotografia del voto secondo il sondaggio Ixè

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Referendum sulla riforma della giustizia: cosa emerge dal recente sondaggio dell’istituto di statistica Ixè. Ecco tutti i dettagli.

Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo 2026, mette al centro della consultazione la separazione delle carriere dei magistrati e la riorganizzazione del Consiglio superiore della magistratura. Le ultime rilevazioni mostrano un risultato estremamente equilibrato tra sostenitori del Sì e del No, rendendo la sfida politica e procedurale particolarmente incerta.

Referendum sulla riforma della giustizia: depositate in Cassazione oltre 550mila firme

Parallelamente alla preparazione del voto, proseguono le iniziative dei gruppi promotori del No. Il “Comitato dei 15 cittadini” ha depositato in Cassazione oltre 550mila firme raccolte online e in formato cartaceo per un nuovo quesito referendario sulla riforma della giustizia. Il portavoce Carlo Guglielmi ha dichiarato: “Oggi è una giornata importante perché depositiamo le firme e intanto siamo in attesa della decisione del Tar sul nostro ricorso. Una decisione che in ogni caso non cambierà il nostro percorso”.

Il ricorso riguarda la richiesta di sospendere l’indizione del referendum fissato dal governo per il 22 e 23 marzo, sostenendo che il provvedimento sia stato adottato mentre erano ancora in corso altre procedure di raccolta firme. Guglielmi ha aggiunto: “Quello che ci interessa di più è che più le persone sono attente, più capiscono, più leggono e più votano no”. L’Ufficio Centrale per il Referendum dovrà ora vagliare le sottoscrizioni e verificare l’ammissibilità del nuovo quesito, aprendo la possibilità di una situazione inedita nella storia della Repubblica, con due quesiti potenzialmente uniti sulle stesse schede.

Referendum sulla riforma della giustizia, cosa dice il sondaggio? Cambia tutto

Secondo il più recente sondaggio dell’istituto di statistica Ixè, se il voto sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si tenesse oggi, il fronte del Sì raggiungerebbe il 50,1%, mentre il No si fermerebbe al 49,9%, con una differenza di soli 0,2 punti percentuali. La rilevazione, effettuata tra il 20 e il 27 gennaio su un campione di mille elettori, sorprende perché negli ultimi sondaggi il vantaggio del Sì appariva più netto: a novembre 2025 Ixè stimava infatti un 53% a favore contro il 47% dei contrari, un margine di circa sei punti.

Anche altri istituti avevano indicato distacchi più consistenti: il 23 gennaio YouTrend per Sky TG24 riportava un 55% di Sì, dieci punti sopra il No, con un’affluenza prevista del 62%, mentre il 15 gennaio EMG per il TG3 dava il Sì al 48,7% e il No al 30%.

Il sondaggio evidenzia inoltre un aumento della conoscenza del referendum tra gli elettori: il 44,7% dichiara di sapere di cosa si tratta, rispetto al 39% di novembre, mentre è diminuita dal 24% al 17,9% la quota di chi non ne ha alcuna informazione. La partecipazione prevista resta incerta: Ixè stima che il 48,1% sia sicuro di recarsi alle urne, con un 13,4% che lo considera molto probabile.