Il referendum sulla riforma della giustizia in Italia si avvicina, ma non senza tensioni. Nei giorni scorsi, il comitato promotore di un quesito alternativo ha cercato di sospendere la data fissata dal Governo, sostenendo che il calendario elettorale riducesse i tempi per la raccolta firme e il dibattito pubblico. Tuttavia, il Tar del Lazio ha respinto il ricorso, confermando che le urne si apriranno regolarmente nelle date previste.
Referendum sulla giustizia: il Tar del Lazio respinge il ricorso
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha rigettato il ricorso presentato dal comitato promotore della raccolta firme per il referendum sulla giustizia, che contestava la decisione del Consiglio dei Ministri di fissare le votazioni per il 22 e 23 marzo prossimi. L’udienza si era svolta a porte chiuse e, con la sentenza n. 1694, la seconda sezione bis del Tar ha definito i motivi del ricorso “infondati”.
I giudici hanno sottolineato che la normativa vigente mira a garantire che le leggi di riforma costituzionale, approvate dal Parlamento con maggioranza assoluta, siano sottoposte rapidamente al voto popolare, indipendentemente da chi abbia per primo avanzato la richiesta di referendum. Come evidenziato dal collegio, “la disciplina applicabile è principalmente finalizzata a permettere che la legge di riforma costituzionale sia sottoposta, in tempi certi, all’approvazione da parte della volontà popolare”.
Il comitato dei 15 promotori aveva cercato di ottenere la sospensione del decreto presidenziale e della delibera governativa per completare la raccolta firme a sostegno di un quesito parzialmente diverso da quello già depositato in Cassazione, previsto scadere il 30 gennaio. Tuttavia, il Tar ha rilevato che la legge costituzionale prevede un’unica eccezione al termine di indizione del referendum, legata esclusivamente all’eventualità che, nel periodo di tre mesi dalla promulgazione della legge, venga approvata un’ulteriore legge costituzionale. In tutti gli altri casi, come spiegato dai giudici, “nessun rinvio nell’indizione del referendum è configurabile, e la norma costituisce chiusura del sistema di disciplina referendaria”.
Referendum sulla giustizia: il Tar del Lazio conferma le date
Con la pronuncia del Tar, resta confermato il calendario elettorale: le urne si apriranno domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. I promotori del quesito alternativo sostenevano che la data scelta dal Governo fosse troppo ravvicinata, comprimendo i tempi per una corretta campagna informativa e per il dibattito democratico. La sezione amministrativa del tribunale, invece, ha chiarito che la pretesa dei ricorrenti “è destituita di fondamento, non potendosi lasciar dipendere la deroga a un precetto normativo primario chiaro da un evento futuro ed incerto”.
Inoltre, i giudici hanno respinto le eccezioni di difetto di giurisdizione, evidenziando che la determinazione del Consiglio dei Ministri e il decreto presidenziale relativi alla fissazione della data del referendum rientrano tra gli atti di alta amministrazione e, quindi, sono soggetti al controllo del giudice amministrativo.
La sentenza chiude così la questione, permettendo lo svolgimento del referendum sulla riforma della giustizia senza ulteriori ritardi e confermando che il percorso costituzionale deve procedere nei tempi stabiliti dalla legge.