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Ospite nello studio di Verissimo, Rita De Crescenzo ha raccontato i passaggi tra momenti drammatici e fasi di rinascita. Di fronte a Silvia Toffanin la tiktoker napoletana ha ricostruito l’episodio dell’accoltellamento subito dal figlio Francesco e ha spiegato le azioni intraprese per ristabilire la calma nel quartiere. Nel corso dell’intervista sono emersi anche la sua lunga battaglia contro la drogadiczione, la maternità precoce e il percorso che l’ha portata a trasformare l’immagine pubblica attraverso i social.
L’aggressione a Francesco e la reazione della famiglia
Rita De Crescenzo ha ricostruito la telefonata che ha cambiato la notte. Il figlio è stato raggiunto da alcune coltellate giudicate lievi. È stato soccorso e ora è in convalescenza. La madre sostiene di conoscere l’identità dell’aggressore, descritto come un giovane del quartiere. Rita afferma di aver contattato la madre del presunto responsabile per avviare un confronto pacifico tra le famiglie.
Secondo la donna, l’episodio sarebbe nato da uno scambio di sguardi tra giovani. Rita ha sottolineato che si tratta di un gesto che «non deve ripetersi». Ha inoltre riferito che il figlio ha scelto di non fornire informazioni agli inquirenti per timore di ritorsioni. La decisione è motivata, secondo la madre, dalla volontà di proteggere la sua incolumità.
Rita ha poi ricordato le condizioni di salute pregresse del figlio, tra cui la presenza di due stent all’aorta. Questo elemento aumenta l’apprensione della famiglia e complica il percorso di recupero.
Il dialogo con l’altra famiglia
Alla luce dell’aumento dell’apprensione familiare, Rita ha contattato telefonicamente la madre dell’altro ragazzo per evitare nuove escalation.
Durante la conversazione entrambe le donne sono scoppiate in lacrime e hanno assunto un atteggiamento di responsabilità. L’incontro verbale è descritto come un gesto volto a promuovere la pace in strada e a ricordare che la violenza giovanile riguarda diverse realtà urbane, non soltanto Napoli.
Le parti hanno espresso la volontà di dire «basta» agli episodi di aggressione e di favorire la collaborazione tra famiglie per orientare i ragazzi lontano da scelte pericolose.
Trent’anni di dipendenza e la svolta
Il servizio prosegue con il racconto del passato personale della donna, incentrato su una dipendenza dalla cocaina che si è protratta per circa trent’anni. Ha riferito di aver iniziato a sedici anni, in contesti segnati da frequentazioni disfunzionali, e di aver assunto in modo netto la responsabilità delle proprie azioni senza cercare alibi.
Nel periodo di dipendenza i figli hanno attraversato momenti di forte criticità, fino all’intervento delle autorità che ha comportato l’allontanamento temporaneo di uno di loro. La svolta è sopraggiunta dopo una violenza subita: da quel trauma è scattata la determinazione a interrompere il ciclo della droga e a ricostruire la propria vita, avviando un percorso di recupero e riorganizzazione familiare.
Carcere, accuse e la rinuncia alla sostanza
La testimonianza prosegue con il racconto del periodo trascorso in carcere e delle accuse di spaccio rivolte alla donna. Ella respinge tali addebiti, affermando di non aver venduto droga ma di aver acquistato dosi esclusivamente per il proprio consumo.
Rita ha riferito di aver scontato quasi due anni di pena e di essere da tempo lontana dalla dipendenza. Ha dichiarato di essere pulita da sette anni, indicando il recupero come fondamento della nuova identità personale.
Secondo la sua versione, il percorso di riabilitazione ha determinato una riorganizzazione familiare e la volontà di offrire ai figli un modello diverso. Il racconto si inserisce nella narrazione complessiva sulla trasformazione e sul tentativo di ricostruire la vita dopo anni di uso.
Dalla maternità precoce alla fama su TikTok
Il racconto amplia il quadro sulla ricostruzione personale di Rita, collegandosi al periodo di recupero descritto precedentemente. Emergono elementi privati che spiegano le responsabilità familiari affrontate fin dall’adolescenza e il percorso che ha poi portato alla visibilità sui social.
Rita è diventata madre per la prima volta a dodici anni, mentre frequentava la scuola media; il figlio maggiore si chiama Raimondo. A sedici anni è nata la seconda figlia, Rosario, che in adolescenza ha spesso assunto il ruolo di chi si prendeva cura della madre nei momenti di maggiore difficoltà.
Queste vicende familiari costituiscono, secondo la testimonianza, la base delle scelte e delle responsabilità che hanno modellato la sua vita. La narrazione prosegue illustrando come tali esperienze abbiano influenzato il percorso di riabilitazione e il rapporto con la fama conseguita su TikTok.
A seguito del percorso di riabilitazione, la svolta professionale e sociale è arrivata con la presenza online. Iscrivendosi a TikTok all’inizio del 2026, Rita ha pubblicato video ironici e spontanei che hanno progressivamente ampliato la sua audience. La notorietà è cresciuta dopo un alterco con una vicina, trasformato in un tormentone ripreso da altri utenti.
Quel episodio ha accelerato la crescita dei follower e ha portato a una collaborazione nella realizzazione di un singolo musicale ispirato alle sue espressioni. Il brano ha totalizzato milioni di visualizzazioni, confermando la transizione di Rita da personaggio locale a figura popolare sui social.
Interventi estetici e nuovo rapporto con il corpo
Dopo la crescente visibilità sui social, Rita ha introdotto nelle sue narrazioni anche il tema delle trasformazioni fisiche. Ha inizialmente descritto gli interventi con toni cauti, riducendoli a poche punturine.
Con il tempo ha riconosciuto di essersi sottoposta a più operazioni, tra cui diverse liposuzioni, addominoplastiche e due sleeve gastrectomy. La sleeve gastrectomy è una procedura chirurgica che riduce il volume dello stomaco per agevolare la perdita di peso.
Rita ha riferito che gli interventi hanno contribuito a migliorare mobilità e benessere. Ha però ammesso complicazioni e risultati non sempre conformi alle aspettative. Nonostante le difficoltà, ha dichiarato di sentirsi oggi più serena e in maggiore armonia con il proprio corpo.
A seguito del nuovo equilibrio con il proprio corpo, l’intervista a Verissimo delinea il profilo di una donna che ha attraversato dolore e cadute e ha avviato un percorso di ricostruzione personale. Lei è madre, dichiara di essersi ripresa dopo anni difficili e mantiene un ruolo pubblico come figura seguita sui social. La testimonianza promuove in modo netto il stop alla violenza e sottolinea la necessità di responsabilità familiare e sociale. Il racconto resta rilevante per il dibattito pubblico e per le politiche di tutela, mentre il suo percorso di recupero continua a suscitare attenzione e discussione.