Un’ondata di insulti sessisti e misogini ha travolto sui social Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Pd. Nel mirino degli hater anche il foulard che indossa a causa della perdita dei capelli durante le cure per un tumore al seno.
Roberta Vallacchi insultata per il foulard, è in cura per un tumore: “Toglitelo, fai schifo”
Una pioggia di insulti sessisti, misogini e attacchi personali ha investito sui social Roberta Vallacchi, consigliera regionale lombarda del Pd e madre del sindaco di Lodi Andrea Furegato. Tutto è partito da un video pubblicato dall’esponente dem per presentare il dibattito dedicato agli 80 anni dal voto alle donne, che venerdì sera ha aperto la Festa dell’Unità di Lodi.
Sotto il filmato, accanto a messaggi come “Siete morti e fate ancora le feste?” e “festa degli sfigati”, sono comparsi commenti rivolti direttamente alla consigliera e al suo aspetto fisico. Nel mirino è finito soprattutto il foulard che Vallacchi indossa da quando, a causa delle terapie per un tumore al seno, ha iniziato a perdere i capelli.
Tra le offese ricevute anche “Toglitelo, fai schifo”.
Vallacchi ha denunciato la gravità di parole che colpiscono una condizione di salute del tutto estranea al confronto politico, sottolineando però la grande solidarietà ricevuta: “La buona notizia è che sto ricevendo moltissimi messaggi di solidarietà da persone indignate e questo dimostra il tanto di buono che c’è nella nostra società“. Un’ondata di vicinanza che la spinge a non fermarsi: “I social offrono il luogo ideale a chi vuole lanciare insulti nascondendosi. Ma questo non spaventa, anzi, spinge a proseguire nell’impegno per le donne“, soprattutto per quelle chiamate ad affrontare la malattia.
La solidarietà della politica per Roberta Vallacchi: dal Pd a M5s e Forza Italia
Gli attacchi contro Vallacchi hanno suscitato una condanna bipartisan. Il Pd lombardo ha espresso “la più ferma condanna”, sostenendo che quanto accaduto mostri “quanto sia ancora radicata una cultura maschilista che reagisce con aggressività quando le donne prendono parola e occupano lo spazio pubblico”. I dem hanno ribadito che “la libertà di espressione non coincide con la libertà di insultare“ e che “il tentativo di intimidire una donna che parla di diritti non ci farà arretrare di un passo”.
Durissima anche la presa di posizione del capogruppo regionale del Pd Pierfrancesco Majorino, che ha parlato di un “clima violentissimo creato ad arte”, aggiungendo: “L’odio non va minimizzato e gli odiatori non vanno compatiti“. Solidarietà è arrivata anche dal Movimento 5 Stelle Lombardia, che ha definito gli insulti “feccia” e denunciato come “il filtro della tastiera garantisce all’ignoranza più becera la copertura dell’anonimato“.
Dalla parte della consigliera anche Forza Italia. Il deputato e segretario regionale Alessandro Sorte ha definito “vergognose” le frasi apparse sui social: “Attaccare una persona per il suo aspetto fisico è già di per sé inaccettabile; arrivare a insultarla per il foulard che indossa mentre sta affrontando una malattia supera ogni limite di umanità e decenza”. Per Sorte, la politica può essere anche un confronto duro, ma non deve mai trasformarsi in “odio personale, violenza verbale o accanimento”, soprattutto nei confronti di chi sta affrontando una situazione tanto delicata.
Visualizza questo post su Instagram
