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Salone della csr 2026: Udine inaugura il percorso dedicato alla rigenerazione dei territori

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Il percorso 2026 del Salone della Csr inizia a Udine il 6 marzo: sette tappe territoriali, esempi concreti di economia circolare e programmi fino all'evento nazionale a Milano dal 6 all'8 ottobre 2026

Prende il via il 6 marzo 2026 a Udine il viaggio della quattordicesima edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale. L’iniziativa mette in relazione esperienze locali e visioni nazionali. Si sviluppa attraverso tappe regionali che accompagneranno il pubblico fino all’evento conclusivo a Milano, presso l’Università Bocconi, dal 6 all’8 ottobre 2026.

Da oltre un decennio il Salone si svolge nei territori promuovendo momenti di confronto, networking e divulgazione sui temi della sostenibilità. Dal 2013 le tappe locali hanno coinvolto circa 200 organizzazioni e oltre 15mila partecipanti, in presenza e in streaming, a conferma della centralità di una progettualità distribuita e partecipata.

Un tema guida: rigenerazione oltre la sostenibilità

La tappa di Udine, ospitata a Palazzo Antonini (Sala Gusmani) dell’Università degli Studi di Udine, pone al centro il concetto di RigenerEazione. Il tema non si limita al mantenimento delle risorse. Si propone invece di rigenerare e accrescere il capitale naturale, sociale ed economico dei territori.

L’obiettivo è passare da una sostenibilità conservativa a pratiche che generino valore aggiunto duraturo per le comunità. Il programma privilegia progetti di recupero ambientale, investimenti sociali inclusivi e modelli economici circolari. I promotori indicano come priorità l’integrazione tra politiche pubbliche e iniziativa privata per garantire impatti misurabili sul lungo periodo.

La lectio e la prospettiva economica

In continuità con la priorità indicata dai promotori sull’integrazione tra politiche pubbliche e iniziativa privata, la giornata prosegue con la lectio di Francesco Marangon, professore ordinario dell’Università di Udine. Marangon propone l’economia rigenerativa come strategia per mitigare i cambiamenti climatici e per sostenere lo sviluppo territoriale. Definisce l’economia rigenerativa come un approccio che punta a ripristinare ecosistemi e capitale sociale, oltre a generare valore economico misurabile. Il docente evidenzia la necessità di trasformare attività tradizionali, come l’agricoltura, in sistemi multifunzionali capaci di fornire servizi ambientali e sociali, oltre alla produzione di beni. Secondo Marangon, tale direzione richiede strumenti di policy mirati e forme di finanziamento che premiano gli impatti a lungo termine.

Esempi concreti: imprese, cooperative e progetti

In continuità con la discussione sulle politiche e i finanziamenti, la tappa udinese mette al centro best practice concrete. Tra i momenti più pratici si segnala un panel dedicato alla rigenerazione dei materiali, coordinato da Rossella Sobrero. Verrà illustrato il progetto congiunto di Koki Spa, Corte Spa e la cooperativa sociale Arte Libro, che ha trasformato 600 capi da lavoro usati in un’agenda innovativa. L’intervento mostrerà come la creatività e la collaborazione possano reinterpretare la materia e generare impatto sociale. L’esempio sarà accompagnato da dati sul recupero dei materiali e da indicazioni sulle possibili repliche del modello.

Dal welfare aziendale all’impatto sociale

Il panel seguirà la presentazione dei risultati sul recupero materiali e approfondirà le ricadute sociali delle politiche aziendali. Elena Arman, ESG Manager di Bluenergy Group di Trieste, illustrerà le misure adottate per il benessere dei dipendenti.

Tra le iniziative esposte vi è un accordo di secondo livello con le organizzazioni sindacali che introduce nuove forme di welfare aziendale rivolte ai caregiver. L’intervento sarà utilizzato come esempio di come le politiche interne possano contribuire alla rigenerazione sociale dei territori, con indicazioni sulle possibili repliche del modello.

Visioni e strumenti per il futuro

Nel corso dell’incontro, un terzo momento coordinato da Marco Da Rin Bianco presenterà proposte operative rivolte alle amministrazioni regionali. Interverranno Sara Cirone, presidente di Hub del Territorio, e Gianluca de Nardi, Chief Sustainability Officer di EcorNaturaSì. I relatori illustreranno approcci alla progettazione territoriale e all’innovazione di filiera, focalizzandosi su strumenti replicabili a livello nazionale per il Friuli Venezia Giulia. Sarà inoltre analizzata la funzione del PIAO, inteso come Piano Integrato di Attività e Organizzazione, quale strumento di governo per migliorare coordinamento e capacità decisionale delle pubbliche amministrazioni. L’intervento si concluderà con indicazioni pratiche per l’implementazione e con sviluppi attesi per le sperimentazioni regionali.

Laboratori partecipativi e arte visiva

L’intervento seguente prosegue l’agenda con un laboratorio diffuso intitolato Friuli Venezia Giulia Rigenerato 2035, curato da Foxwin. L’iniziativa invita cittadini, imprese e comunità a immaginare e progettare collettivamente il futuro del territorio. Le proposte raccolte saranno trasposte in rappresentazioni visive dal collettivo nelquadrato.com. Il risultato confluirà in un mosaico che sintetizza le aspirazioni locali e le potenziali direttrici di intervento.

Programma nazionale e prospettive

Il filo conduttore dell’edizione è Andare oltre. Il calendario prevede sette tappe territoriali: Udine (6 marzo), Treviso (19 marzo), Bologna (31 marzo), Torino (9 aprile), Taranto (21 aprile), Varese (6 maggio) e Padova (28 maggio), prima dell’evento nazionale a Milano. Il Salone include incontri di approfondimento e iniziative speciali. È inoltre prevista la quinta edizione del Premio Impatto, per la quale sono aperte le iscrizioni. L’organizzazione segnala sviluppi attesi nelle fasi successive e modalità di partecipazione alle iniziative regionali.

L’organizzazione segnala sviluppi attesi nelle fasi successive e modalità di partecipazione alle iniziative regionali. In uno scenario complesso, gli organizzatori ritengono cruciale investire contemporaneamente nell’innovazione e nella comunicazione. Occorre ridefinire linguaggi e canali per orientare comportamenti coerenti con gli obiettivi di rigenerazione. Al momento risultano confermate circa 150 organizzazioni partecipanti, tra imprese e no profit, disponibili a condividere esperienze e strumenti. I soggetti coinvolti mirano a promuovere un cambiamento sostenibile e duraturo, con ulteriori sviluppi attesi nelle prossime fasi del programma.