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Sardegna protagonista: Todde rivendica ruolo nei percorsi decisionali europei e italiani

Sardegna protagonista: Todde rivendica ruolo nei percorsi decisionali europei e italiani

Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna, sostiene che l'isola vuole partecipare attivamente alle decisioni europee e nazionali. Dal rapporto con Bruxelles ai progetti strategici come l'Einstein Telescope, passando per la gestione dei fondi e le vertenze con lo Stato, Todde illustra un approccio pragmatico per contrastare lo spopolamento e affrontare le crisi industriali.

Negli interventi istituzionali recenti la Sardegna è tornata a porre con forza la sua voce sul palcoscenico delle decisioni pubbliche. La presidente regionale Alessandra Todde ha spiegato che l’obiettivo è semplice ma ambizioso: sedersi ai tavoli decisionali dove si definiscono i percorsi politici ed economici a livello europeo e nazionale, per far pesare le esigenze di un territorio insulare con caratteristiche e priorità specifiche.

Una nuova classe dirigente e la postura del Sud

Nel corso dell’evento promosso dall’osservatorio ‘Riparte l’Italia’ a Napoli, Todde ha sottolineato la presenza di una nuova classe dirigente del Sud che sta emergendo e spingendo con determinazione per ottenere rappresentanza e risultati concreti. Secondo la presidente, questa trasformazione passa per una postura credibile nei confronti delle istituzioni, capace di produrre ascolto e influenza nei processi decisionali.

Relazioni europee e costruzione di massa critica

Un punto centrale del discorso ha riguardato i rapporti con le istituzioni europee: Todde ha dichiarato di trascorrere molto tempo a Bruxelles e di confrontarsi regolarmente con esponenti come il vicepresidente Fitto e la presidente del Comitato delle Regioni. L’intento è creare una massa critica tra territori con caratteristiche simili per ottenere maggiore peso nelle scelte comunitarie e nei programmi di finanziamento.

Fondi, bilancio e misure messe in campo

La Regione ha già messo a terra alcune operazioni finanziarie e amministrative che Todde ha voluto rimarcare. Tra queste c’è la chiusura della programmazione dei fondi di coesione 2026-2027, un pacchetto da circa 3,5 miliardi di euro destinato a infrastrutture, politiche abitative e alla gestione delle risorse idriche. Si tratta, ha ricordato la governatrice, di risorse strutturali per sostenere lo sviluppo territoriale.

La vertenza entrate e i risultati ottenuti

Altro capitolo importante è la cosiddetta vertenza entrate, che ha consentito alla Regione di recuperare risorse dallo Stato per un importo pari a 1,4 miliardi di euro. Todde ha citato questo risultato come esempio di come l’azione istituzionale possa tradursi in beneficio concreto per i cittadini e per la capacità di investimento dell’ente regionale.

Strategie industriali e grandi progetti

Nel suo intervento la presidente ha messo sul tavolo sia le opportunità offerte dai grandi progetti sia le difficoltà legate alle crisi industriali. Tra i progetti strategici menzionati spicca l’Einstein Telescope, l’infrastruttura internazionale per lo studio delle onde gravitazionali che, secondo Todde, rappresenterebbe un investimento trasformativo stimato attorno ai 4 miliardi di euro e con importanti ricadute occupazionali sul territorio.

Crisi industriali e necessità di chiarezza nella politica nazionale

Sul fronte delle crisi di settore, la presidente ha insistito sulla necessità di definire con chiarezza quale sia la politica industriale nazionale. Ha portato l’esempio dell’alluminio primario: se si considera strategico questo comparto, allora è indispensabile creare le condizioni perché la produzione sia sostenibile e competitiva, con scelte normative e di sostegno coerenti tra Stato e Regione.

Continuità territoriale, isola e comunità esterna

Un tema ricorrente è stato quello della continuità territoriale, che Todde ha definito frustrante quando è sottoposta a continui cambiamenti e revisioni. Ha ribadito l’ovvietà dello stato insulare della Sardegna – «siamo un’isola e lo saremo sempre» – e ha ricordato il valore della diaspora sarda: una comunità di circa 4 milioni di sardi residenti fuori dall’isola che rappresenta una risorsa per contrastare lo spopolamento e mantenere legami economici e sociali.

Nel complesso, l’orientamento delineato dalla presidente regionale è quello di un approccio pragmatico: costruire alleanze, consolidare risorse e definire politiche industriali chiare per trasformare opportunità scientifiche e finanziarie in occasioni di sviluppo. La sfida rimane articolata, ma la richiesta di spazio nei luoghi decisionali appare netta e sostenuta da risultati amministrativi concreti.