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Il Quirinale lancia un sito per i video: racconta cosa significa la Repubblica

Il Quirinale lancia un sito per i video: racconta cosa significa la Repubblica

Il Quirinale ha attivato un sito per raccogliere short video dei cittadini sul significato della Repubblica, chiedendo a tutti di raccontare in poche parole il proprio punto di vista

Per celebrare gli ottant’anni dalla scelta istituzionale che ha segnato la storia italiana, il Quirinale ha lanciato un progetto digitale che invita i cittadini a raccontare con un breve video cosa rappresenti per loro la Repubblica. L’idea punta a trasformare dichiarazioni individuali in un mosaico pubblico: volti, voci e racconti che, messi insieme, disegnano la percezione collettiva di una forma di governo spesso data per scontata.

Il sito dedicato si presenta come uno spazio aperto alla partecipazione: bastano pochi secondi in primo piano per condividere il proprio pensiero con la formula guidata «Per me la Repubblica è…». L’iniziativa è pensata in modo particolare per coinvolgere le nuove generazioni e stimolare una riflessione sulla scelta repubblicana nata dal referendum del 2 giugno 1946.

Il sito e le regole della partecipazione

La piattaforma, raggiungibile all’indirizzo ivoltidellarepubblica.quirinale.it, accoglie contributi multimediali che saranno pubblicati dopo una fase di verifica. Si tratta di short video realizzati con strumenti semplici come lo smartphone: la semplicità è voluta per abbattere barriere d’ingresso e invitare chiunque a partecipare. Nella prima giornata di lancio sono stati caricati più di cento contributi, un segnale del potenziale partecipativo che l’ufficio di presidenza immagina possa crescere fino a raggiungere numeri molto più alti nel corso dell’anno.

Come inviare il proprio contributo

Per partecipare è sufficiente registrarsi sulla piattaforma e seguire poche regole: il video deve essere breve, con il volto in primo piano, e rispettare standard di decenza e legalità. Sono ammessi anche messaggi critici o di dissenso, perché l’obiettivo è mappare la varietà di opinioni rispetto al concetto di Repubblica. I contributi saranno moderati per evitare contenuti offensivi o pericolosi ma, salvo questi casi, confluiranno nell’archivio pubblico previsto dal progetto.

Testimonial, volti noti e composizione dell’archivio

Accanto ai cittadini comuni, all’iniziativa partecipano anche figure note: fra i primi contributi sono apparsi video di personaggi come Checco Zalone, Claudio Bisio, Jasmine Paolini e Riccardo Zanotti. La presenza di testimonial serve a dare visibilità e a stimolare la partecipazione diffusa. Il Quirinale spiega che l’obiettivo finale è creare una biblioteca digitale che raccolga le voci di donne e uomini di tutte le età e regioni, trasformando le singole testimonianze in un patrimonio collettivo.

Che cosa diventerà il materiale raccolto

I video confluiranno in un archivio vivente custodito dalla Presidenza della Repubblica: non è un’operazione simbolica, ma una volontà di documentare il sentimento nazionale su un tema istituzionale. Questo materiale potrà essere consultato pubblicamente, offrendo spunti di riflessione agli storici, agli educatori e ai cittadini interessati a capire come la percezione della Repubblica cambi nel tempo e tra le diverse generazioni.

Eventi pubblici e celebrazioni per l’anniversario

Oltre alla raccolta digitale, le iniziative pubbliche previste per l’anniversario si svolgeranno in forma più aperta rispetto al passato: il ricevimento tradizionale nei giardini del Quirinale quest’anno lascia spazio a una manifestazione in piazza con un evento serale trasmesso in diretta televisiva. La scelta riflette la volontà di avvicinare la festa istituzionale ai cittadini, proponendo sul palco filmati, letture, musiche e canzoni che raccontino gli ottant’anni della Repubblica.

Il presidente Sergio Mattarella ha sintetizzato così lo spirito dell’iniziativa: «la Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi». Con questo invito il Quirinale punta non solo a commemorare una data storica ma a rilanciare il dibattito civico, incoraggiando una partecipazione attiva e consapevole alle istituzioni.