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L'Inps progetta un welfare predittivo con l'intelligenza artificiale

L'Inps progetta un welfare predittivo con l'intelligenza artificiale

Inps trasforma la sua banca dati nella più grande infrastruttura sociale d'Europa per sviluppare un welfare predittivo e sostenere lavoro, giovani e imprese

Negli interventi al Festival del lavoro tenutosi a Roma dal 21 al 23 maggio 2026 il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ha delineato una strategia che combina dati, governance digitale e intelligenza artificiale per ripensare il sistema di protezione sociale. L’argomentazione parte dall’osservazione di tre grandi forze che agiscono insieme: l’andamento demografico, l’adozione di nuove tecnologie e la trasformazione del mercato del lavoro.

Secondo Fava la sfida istituzionale consiste nel non usare categorie amministrative del Novecento per gestire fenomeni del XXI secolo, ma nel costruire strumenti più agili e sostenibili.

Una visione: dal welfare reattivo al welfare che anticipa

Il nucleo della proposta è il concetto di welfare generativo, un modello che non si limita a intervenire dopo l’emergenza, ma prova ad intercettare in anticipo le fragilità e le transizioni sociali.

Con questa impostazione l’Inps vuole trasformare la propria funzione: da mera erogatrice di prestazioni a piattaforma pubblica di conoscenza e governo dei fenomeni sociali. La prospettiva è chiara: la sostenibilità del sistema passa dall’aumento dell’occupazione, della partecipazione e della fiducia, non dalla compressione dei diritti. Il passaggio richiede una cultura organizzativa nuova, in cui sono i bisogni a rimodellare i servizi e non il contrario.

L’idea di predittività

Per rendere operativo il concetto di anticipazione, Fava ha puntato sulla combinazione tra dati e IA. Definendo i dati come un asset di sovranità pubblica, l’Inps intende impiegarli in chiave predittiva per individuare segnali di fragilità e orientare risorse e interventi concreti. Non si tratta di sostituire le persone con algoritmi, ma di dotare le istituzioni di capacità di comprensione più tempestive: leggere fenomeni in tempo reale e intervenire prima che si trasformino in crisi sociali o economiche.

Strumenti concreti e progetti in corso

L’Istituto ha messo in campo oltre 70 progetti attivi dedicati a semplificazione amministrativa, personalizzazione dei servizi, interoperabilità dei dati e accessibilità. Tra le iniziative più rilevanti figura il portale giovani, pensato per gli under 35 e già con oltre 50 servizi dedicati: un esempio pratico di come la digitalizzazione possa facilitare l’incontro tra domanda di tutela e opportunità di lavoro. Questi cantieri operativi cercano di tradurre la visione strategica in interventi misurabili sul territorio e nelle vite delle persone.

Tre direttrici operative

La strategia si articola su tre linee principali: apertura a ecosistemi di innovazione, collaborazione con startup e attori privati, e uso dei dati per ricerca e sviluppo sociale e tecnologico. Queste direttrici dovrebbero generare sinergie tra pubblico e privato e promuovere soluzioni scalabili. La collaborazione esterna non è vista come delega, ma come amplificazione delle capacità istituzionali di produrre servizi più efficaci e inclusivi.

Implicazioni istituzionali e priorità per il futuro

Fava ha ribadito che la trasformazione non è solo tecnologica ma soprattutto istituzionale: l’obiettivo è passare da un’amministrazione che registra il presente a un’istituzione che lo comprende mentre accade. Questa evoluzione segna anche un cambio di paradigma nel welfare europeo, orientato verso sistemi meno burocratici e più adattivi. Al centro rimane la centralità dei giovani e del lavoro: senza occupazione non ci sono né contributi né pensioni, perciò l’attenzione a nuove generazioni e imprese è considerata cruciale per la sostenibilità del sistema.

Priorità pratiche

Tra le priorità indicate emergono formazione, politiche attive del lavoro e strumenti mirati per accompagnare le transizioni professionali. L’uso strategico delle tecnologie deve essere accompagnato da regole e governance che tutelino i diritti e la trasparenza, evitando che strumenti moderni riproducano disuguaglianze. Per Fava il rischio maggiore non è la tecnologia in sé, ma governare cambiamenti epocali con strumenti obsoleti.

In sintesi, il messaggio al Festival del Lavoro è chiaro: per far fronte a un contesto caratterizzato da invecchiamento della popolazione, bassa crescita e rapide innovazioni tecnologiche, occorre ripensare l’architettura del welfare. L’Inps si propone come infrastruttura sociale e banca dati più grande d’Europa, pronta a tradurre informazioni in politiche preventive e servizi pratici, con l’ambizione di costruire un sistema più sostenibile e vicino ai bisogni reali di cittadini, imprese e giovani.