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Inail presenta il secondo volume di Vince la vita al Salone del Libro

Inail presenta il secondo volume di Vince la vita al Salone del Libro

Al Salone del Libro di Torino il direttore generale Inail racconta storie di chi ha trovato nuove strade dopo un grave infortunio

Nel contesto del Salone del Libro di Torino si è svolta la presentazione del secondo volume di Vince la vita, iniziativa editoriale promossa dall’Inail dedicata alle storie di chi ha affrontato un grave infortunio sul lavoro e ha ricostruito una nuova quotidianità. Il testo, accompagnato dal sottotitolo Oltre il limite, mette a fuoco i molteplici aspetti della ripartenza: lo sport, la rete sociale, gli affetti e le possibilità di reinserimento anche attraverso il lavoro.

In questo spazio espositivo congiunto, dove erano presenti anche rappresentanti dell’Inps, il racconto collettivo è stato al centro dell’attenzione.

La pubblicazione raccoglie testimonianze degli assistiti Inail che hanno partecipato a progetti di sostegno e riabilitazione e che oggi condividono esperienze concrete di trasformazione. La scelta editoriale punta a mostrare come la ripresa dopo un evento traumatico non sia solo un percorso medico, ma un processo che coinvolge comunità, passioni e opportunità lavorative.

Il direttore generale dell’ente ha coordinato l’incontro, sottolineando il valore simbolico e pratico di storie che possono ispirare politiche e azioni di lungo termine.

Il progetto editoriale e il nuovo volume

Il secondo tomo di Vince la vita approfondisce il tema della ripartenza con un approccio multidimensionale. Le voci raccolte descrivono non solo la fase di cura, ma anche quella di ricostruzione sociale e professionale.

Il libro propone esempi di percorsi attivati dall’Inail che integrano riabilitazione, formazione e inserimento lavorativo per creare opportunità concrete. Traspare l’idea che la riabilitazione sia un processo continuo, dove lo sport e la partecipazione alla comunità rappresentano elementi fondamentali per ritrovare un ruolo e un progetto di vita condiviso.

Struttura e finalità

La raccolta è strutturata in capitoli tematici che esplorano il rapporto tra disabilità e ripartenza: dalla dimensione individuale a quella collettiva. L’intento è chiaro: trasformare le esperienze personali in strumenti utili per chi opera nei servizi e per le istituzioni. Il volume mette in evidenza come il reinserimento sociale e il reinserimento lavorativo siano complementari e richiedano percorsi su misura, supportati da politiche pubbliche e da reti associative capaci di sostenere progetti a lungo termine.

Testimonianze e percorsi personali

All’incontro hanno preso parola diverse persone che hanno raccontato il loro cammino di ritorno alla vita attiva. Tra gli interventi si sono distinti i racconti di Silvia De Maria, atleta che ha partecipato due volte alle Paralimpiadi, di Sandro Caliandro, appassionato di handbike e di tennis in carrozzina, e di Fabio Zuccalà, che ha ritrovato una relazione profonda con il mondo del motociclismo. Queste esperienze mostrano come lo sport possa diventare non solo attività fisica ma anche mezzo di inclusione sociale e strumento per costruire nuove competenze e reti relazionali.

Sport come motore di ripartenza

Lo sport emerge come un elemento centrale nella narrazione del libro: offre routine, obiettivi e un contesto comunitario in cui sperimentarsi nuovamente. Attraverso programmi di avviamento sportivo e progetti individualizzati l’Inail ha favorito il recupero delle autonomie e l’accesso a nuove possibilità professionali e personali. Le storie testimoniano come la pratica sportiva possa aiutare a riscrivere la propria identità dopo l’infortunio, contribuendo alla costruzione di nuove aspettative e desideri.

Il messaggio del direttore generale e l’eredità di un esempio

Nel corso dell’incontro il direttore generale ha richiamato il senso profondo dell’iniziativa, parafrasando il pensiero che compare sulla copertina del volume: non è possibile cancellare il punto di partenza, ma si può decidere di iniziare da dove si è per cambiare il finale. Ha inoltre richiamato l’esempio di Alex Zanardi come simbolo di una capacità di ricominciare costante, sottolineando che la lezione principale è quella di non arrendersi mai e di valorizzare appieno le potenzialità umane in ogni condizione.

Il ruolo delle istituzioni

Il discorso ha ribadito che spetta alle istituzioni e alla società creare condizioni che permettano a chi ha subito un infortunio di realizzare progetti e desideri con dignità. L’azione pubblica deve lavorare per abbattere i muri dell’indifferenza e per promuovere iniziative che favoriscano l’inclusione. In questo senso, la pubblicazione diventa uno strumento di sensibilizzazione e una proposta di lavoro concreto per costruire percorsi di reinserimento efficaci e sostenibili.