Una recente indagine del Censis, condensata nel rapporto Essere genitori oggi. Valori e significati della genitorialità nella società italiana, offre uno spaccato sulle preoccupazioni di chi educa figli nel nostro paese. Il documento si basa su un campione di 1.000 italiani tra i 18 e i 64 anni con figli e mette a confronto percezioni, priorità e ostacoli che oggi pesano sul ruolo genitoriale.
I dati mostrano un sentimento diffuso: il 79,2% degli intervistati ritiene che essere genitori sia diventato più difficile rispetto al passato, mentre solo il 17% non condivide questa valutazione. Questo quadro mette in evidenza un mutamento nelle aspettative legate alla genitorialità e indica quali fattori vengono avvertiti come più gravosi nel quotidiano familiare.
Le difficoltà ritenute più rilevanti
Dal sondaggio emergono tre criticità principali: in cima alla lista c’è il peso dei costi economici, citati dal 35,7% degli intervistati come il problema più pressante, seguiti dalle eccessive richieste dei figli (indicate dal 18,9%) e dagli impegni lavorativi che sottraggono tempo alla famiglia (segnalati dal 18,4%).
Queste voci non sono statiche: confrontando con il passato, il tema economico è cresciuto molto rispetto al rilevamento del 2002, mentre la percezione delle richieste dei figli è diminuita nello stesso arco temporale.
Confronti con il passato
Analizzando i numeri di raffronto, il dato sui costi è aumentato dal 22,5% del 2002 al 35,7% attuale, segno che l’onere economico legato all’educazione e alla crescita dei minori è percepito come più gravoso. Al contrario, le richieste dei figli erano indicate come problema dal 30,2% nel 2002 e oggi risultano meno presenti nel sentire comune (18,9%). Questo spostamento suggerisce una ridefinizione delle priorità nelle famiglie, con maggiore attenzione ai costi materiali e logistici.
Il lavoro: ostacolo e discriminanti di genere
Il lavoro figura come un elemento che complica la genitorialità per una larga parte del campione: il 73,4% ritiene che l’occupazione sia un freno per essere un buon genitore. All’interno di questa valutazione emergono differenze di genere nella percezione dell’impatto: il 31,1% pensa che la difficoltà ricada maggiormente sulle madri, mentre il 6,7% indica i padri come i più penalizzati. Questi risultati rimandano al tema più ampio della conciliazione tra carriera e famiglia.
Tassi di occupazione e dinamiche familiari
I numeri sull’occupazione confermano squilibri e sorprendenti dinamiche: il tasso di occupazione femminile è del 68,5% per le donne senza figli e scende al 61,5% per quelle con figli, mentre tra gli uomini il valore è del 78,4% senza figli e sale al 91,7% per chi ha figli. Questo quadro mostra come la presenza di figli influisca in modo diverso sui percorsi lavorativi di madri e padri, suggerendo fenomeni di scelta o vincoli legati alla genitorialità.
Cosa avrebbero voluto i genitori: risorse vs tempo
Interrogati su ciò che avrebbe semplificato il loro compito, le risposte dei genitori mostrano priorità differenti per genere: il 77,1% delle madri avrebbe voluto disporre di maggiori risorse economiche, mentre l’83,8% dei padri segnala come essenziale avere più tempo da dedicare alla famiglia. Queste preferenze evidenziano come le soluzioni percepite come utili varino a seconda dei ruoli e delle aspettative sociali su madri e padri.
Nel complesso, il rapporto del Censis disegna una fotografia in cui il binomio economia-lavoro incide fortemente sulla qualità percepita della genitorialità. Le differenze di genere e i mutamenti rispetto al passato richiamano la necessità di ripensare strumenti di sostegno, flessibilità e politiche di welfare che possano alleggerire sia l’onere finanziario sia la pressione temporale a carico delle famiglie, per rendere il ruolo di genitore meno conflittuale e più sostenibile.