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Salvini attacca Vannacci dal palco della Lega? Le dure parole del vicepremier

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Il leader della Lega ha parlato dal palco di Rivisondoli anche dell'incontro con l'estremista di destra britannico e di Zelensky

Salvini mette alla porta il generale Vannacci? É quello che in tanti hanno pensato dopo aver ascoltato le parole del leader della lega dal palco di Rivisondoli, in occasione della manifestazione che il partito ha organizzato in Abruzzo. Un attacco diretto accompagnato da un avvertimento che il vicepremier, pur non facendo direttamente riferimento a lui, sembra aver rivolto proprio a Vannacci che, stando alle ultime indiscrezioni, sarebbe pronto a lasciare la Lega per dar forma ad un proprio partito.

Il vicepremier ha anche replicato alle accuse relative al suo recente incontro con il controverso estremista di destra britannico negli uffici del ministero e ha detto la sua su Zelensky e sugli accordi di pace.

Salvini mette Vannacci alla porta? Le parole clamorose dal palco di Rivisondoli

Salvini non le ha mandato a dire e, dal palco della manifestazione leghista in Abruzzo, ha sferrato un attacco rivolto non solo a Vannacci ma anche ad

alcuni dei suoi più fedeli alleati: “Ci sono persone che vogliono mantenere la poltrona? Persone elette grazie a chi ha fatto i gazebo senza prendere un

euro? Auguri, andate”. Il vicepremier ha poi aggiunto, senza giri di parole, che la storia “dimostra che chi esce fuori dalla Lega poi finisce nel nulla”.

Parole queste che sembrano, a detta di molti, rappresentare un diretto attacco al generale Vannacci. Il leader di partito non lo ha mai citato ma sembrerebbe mal digerire l’idea dell’eurodeputato leghista di dar forma ad un suo partito. “La Lega – ha aggiunto poi Salvini – una famiglia, una comunità: non siamo una caserma Ci sono capitani, generali, colonnelli e marescialli, ma la forza della Lega è la truppa, è il popolo. Non il capitano. Sono le persone e le idee, perché quelle non le ammazzi”.

Salvini, dall’incontro con l’estremista di destra a Zelensky

In merito all’incontro nell’ufficio del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture con l’estremista di destra britannico Tommy Robinson, considerato il principale leader neofascista del Paese con accuse quali frode, violenze, aggressioni e commercio di droga, Salvini ha dichiarato: “Sarò libero di incontrare chi voglio?”. Replicando alle parole dell’alleato Tajani il quale aveva in precedenza sottolineato: “Non posso stare con chi riceve neonazisti coacainomani in un ministero della Repubblica Italiana”.

Infine non è mancato un attacco rivolto al presidente ucraino Zelensky: Dopo “tutti i soldi, gli sforzi e gli aiuti ricevuti”, ha sostenuto, Kiev “ha pure il coraggio di lamentarsi” ha dichiarato. “Stai perdendo la guerra, uomini e credibilità. Firma l’accordo di pace il prima possibile. Devi scegliere tra sconfitta e disfatta”.