> > Sempio, cinque contro-consulenze e dubbi su impronte e profili genetici

Sempio, cinque contro-consulenze e dubbi su impronte e profili genetici

Sempio, cinque contro-consulenze e dubbi su impronte e profili genetici

La difesa di Andrea Sempio ha presentato cinque contro-consulenze a Pavia, contestando le analisi su impronte, marcatori del cromosoma Y e intercettazioni nell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi.

La vicenda processuale legata all’omicidio di Chiara Poggi è tornata al centro dell’attenzione con una serie di atti tecnici depositati dalla difesa di Andrea Sempio presso la Procura di Pavia. Nei depositi, presentati in due momenti che includono il 14 e il 16 ottobre, gli avvocati hanno allegato una serie di elaborati tecnici pensati per sollevare questioni puntuali sulla ricostruzione accusatoria.

I legali, guidati da Angela Taccia e dal collega Liborio Cataliotti sostengono che gli elementi tecnici prodotti dalla difesa possano modificare la percezione di alcune tracce chiave raccolte nella villetta di Garlasco dove il delitto è avvenuto il 13 agosto 2007. Tra i punti contestati figurano l’analisi delle impronte di calzature, le attribuzioni sul cromosoma Y e la gestione delle intercettazioni.

Deposito delle cinque contro-consulenze alla Procura di Pavia

Gli atti consegnati ai magistrati comprendono un pacchetto di cinque contro-consulenze tecniche che la difesa definisce fondamentali per ribaltare o quantomeno mettere in discussione parti del quadro probatorio. L’obiettivo dichiarato è quello di evidenziare presunti errori metodologici e interpretativi nelle analisi originarie.

La strategia difensiva, presentata senza dichiarazioni spontanee aggregative, punta a fornire elementi distinti e documentati che possano essere valutati dalla Procura di Pavia prima di ogni eventuale decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio.

I legali hanno riferito di voler evitare dichiarazioni che possano pregiudicare la linea tecnica dei depositi, privilegiando gli esiti dei periti incaricati.

Contestazioni specifiche su impronte e profili genetici

Un nodo centrale sollevato dalla difesa riguarda l’impronta di suola rilevata in via Pascoli. Secondo gli esperti scelti da Taccia e Cataliotti, quella traccia non corrisponderebbe alla taglia indicata nelle perizie della controparte: si parla di una misura più vicina alla taglia 40 rispetto alla taglia 39 attribuita in precedenza. I consulenti sottolineano anche che l’impronta individuata come 33 non presenta tracce ematiche, un punto che contesterebbe alcune letture che ne hanno suggerito un collegamento diretto con la scena del crimine.

Parallelamente, la consulenza genetica depositata dalla difesa mette in evidenza la presenza, sotto le unghie della vittima, di un contributo maschile aggiuntivo: un profilo del cromosoma Y che sarebbe compatibile solo parzialmente con i marcatori attribuiti a uno degli indagati e che, secondo la difesa, indicherebbe la presenza di un secondo uomo non identificato negli accertamenti.
I periti difensivi segnalano inoltre possibili errori nel calcolo statistico delle compatibilità e criticano la selezione di alcuni marcatori ritenuta orientata. Viene sottolineato che l’aplotipo Y descrive una linea di discendenza paterna e non identifica in modo univoco una singola persona, né indica il momento in cui il materiale biologico è stato depositato.

Problemi metodologici e ripetibilità degli accertamenti

Tra le obiezioni tecniche la difesa cita la mancanza di analisi ripetute e la presunzione sul numero di contributori del materiale genetico. Tali osservazioni mirano a destabilizzare la certezza di alcune conclusioni scientifiche contenute negli atti della nuova chiusura d’inchiesta: secondo i consulenti difensivi, senza ripetizioni e controlli incrociati non è possibile attribuire con sicurezza un profilo a una singola persona.

Intercettazioni, istanze e disponibilità della difesa

Accanto ai rilievi tecnici la difesa ha posto l’accento sulle intercettazioni raccolte nell’ambito dell’indagine. Taccia ha annunciato l’intenzione di richiedere copia di quelle registrazioni ritenute rilevanti per poterle analizzare con l’ausilio di un tecnico informatico la strategia prevede di valutare se depositare memorie integrative o sollevare questioni nel corso di un eventuale processo.

Sul fronte delle procedure, la difesa ha anche presentato un’istanza alla procura per avere conferma formale dell’eventuale iscrizione di Sempio in un filone relativo a questioni di corruzione scaturite da un trasferimento di fascicolo tra la Procura di Brescia e la Procura di Pavia. I legali hanno precisato di non aver ancora ricevuto riscontro, pur sottolineando che la Procura non è obbligata a fornire risposta immediata.

Infine, la difesa si è detta disponibile a sottoporre a incidente probatorio questioni tecniche come l’impronta numerata 33 con l’intento di dirimere le incertezze che, a loro giudizio, permangono sulle tracce materiali rinvenute nella villetta di Garlasco.

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