Ieri a Senigallia è morto Franco Amoroso: il paziente oncologico, rimasto per ore sdraiato a terra nel pronto soccorso, aveva fatto discutere nelle settimane scorse ed era diventato simbolo delle carenze della sanità pubblica e dei rischi legati alle lunghe attese.
Senigallia, malato oncologico lasciato per ore sul pavimento dell’ospedale
La drammatica vicenda era emersa grazie alla denuncia della moglie, Cecilia, che aveva raccontato quelle ore interminabili passate in ospedale: “Non potevo più stare seduto e mi sono dovuto arrangiare.
Non sono arrabbiato con il personale, questo no, li capisco“, aveva detto Franco pochi giorni prima di morire.
L’episodio aveva spinto il direttore generale dell’Ast di Ancona, Giovanni Stroppa, a presentare scuse ufficiali e avviare verifiche interne, scuse respinte dalla vedova. Franco, insieme alla moglie, aveva vissuto nella Marche per realizzare un sogno e, nonostante la malattia, aveva affrontato il suo calvario con dignità, senza protestare, diventando per molti un esempio di resilienza davanti ai limiti del sistema sanitario.
Senigallia, malato oncologico lasciato per ore sul pavimento dell’ospedale: Franco Amoroso è morto
Franco Amoroso, 60 anni, paziente oncologico originario di Treviso ma residente a Senigallia, è deceduto lunedì 26 gennaio nella sua abitazione. Nei giorni scorsi era diventato involontariamente il simbolo delle criticità della sanità pubblica italiana: una foto lo ritraeva disteso a terra nella sala d’attesa del pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia, piegato dal dolore su una coperta, con accanto la sacca del catetere. Per otto ore l’uomo aveva atteso una barella, senza riuscire a ricevere cure immediate, mentre la sua condizione clinica, già fragile a causa della recidiva di un tumore al colon, peggiorava.
Nonostante fosse pronto a iniziare una nuova terapia presso l’ospedale regionale di Torrette ad Ancona, le sue condizioni non gli hanno permesso di accedere in tempo al trattamento. L’Ast ha comunicato che i risultati dell’indagine interna, originariamente attesi per questi giorni, saranno pubblicati successivamente per rispetto del lutto della famiglia.