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Il tanto atteso debutto del menswear di Simone Rocha si è svolto a Firenze, in occasione della Pitti guest designer week. Un teatro antichissimo, la Pergola, ha accolto un guardaroba ricco di grembiulinastriquadretti gingham e organza. L’obiettivo non era quello di sfidare i canoni tradizionali, ma di allargarli con un equilibrato dialogo tra fragilità e forza.
La collezione si è contraddistinta per la presenza di broderie anglaisevolant perle e fiocchi, tutti elementi che si intrecciano in una narrazione di mascolinità gentile.
Il debutto del menswear di Simone Rocha a Firenze
La sfilata, ambientata nel cuore della Toscana, ha visto il giovane designer raccogliere conchigliefiordalisi e frammenti di vita quotidiana durante il viaggio verso il luogo dell’evento.
Ogni oggetto è stato trasformato in un elemento di design: una conchiglia è divenuta orecchino, i fiordalisi si sono trasformati in ricami floreali, e una tela da pittore è servita da base per un grembiule. Questo approccio ha permesso di raccontare, attraverso il vestire, le storie di persone comuni – dal paesaggista al macellaio dal operatore al artista – conferendo al pubblico una sensazione di intimità e di appartenenza.
I materiali e i dettagli: nastri, perle e ricami
Uno dei tratti distintivi è l’uso di popeline ricamato nei boxer, accostato a brogue con fibbie. Il lino traforato appare sulla punta delle scarpe, creando un ponte tra materiali sartoriali e design sportivo. I nastri e i lacci, descritti dal designer come “il filo rosso che attraversa il mio lavoro”, rappresentano l’unione tra tradizione e sperimentazione. Le perle, ispirate alla costa occidentale dell’Irlanda, ricordano il “gioiello del mare” e si confrontano con il neoprene, offrendo un contrasto cromatico e tattile.
Una mascolinità rivisitata: tra fragilità e forza
Simone Rocha ha dichiarato che non crea capi perché pensa siano necessari, ma perché è la sua unica forma di espressione. La collezione è una ricerca di tensione equilibrata tra delicatezza e potenza. L’autrice vede la moda come un organismo vivente, in continua mutazione, e desidera che il suo menswear sia più tenero senza rinunciare all’identità maschile. Il risultato è una serie di look che, grazie a grembiuli e kilt-short veneziani invitano l’uomo a indossare capi che raccontano emozioni piuttosto che ruoli predefiniti.
I protagonisti della collezione
Il pubblico di Rocha non è limitato ai soli modelli professionali. Tra i primi a indossare la collezione ci sono i membri del gruppo post-punk irlandese Fontaines D.C. che hanno richiesto un kilt di pelle per il loro tour, ma con cui la stilista dialoga più di musica e libri che di moda. Altri fan includono George RouyJoe Sweeney curatori, avvocati, fotografi e persino giocatori di basket. Questi uomini scelgono i capi per se stessi, spesso condividendoli con le loro compagne, dimostrando che la mascolinità può essere condivisa e collaborativa.
I riferimenti culturali e le ispirazioni artistiche
Il bagaglio culturale di Rocha è ampio: citazioni a Francis BaconLouise Bourgeois e la fotografia documentaria permeano il suo approccio creativo. La collezione contiene un omaggio al Caravaggio rappresentato dal “Santo Graal” della stilista, un dipinto di Cristo che incarna la fusione tra sacro e quotidiano. Tra i libri letti spiccano Up at the Villa di William Somerset Maugham e Dooneen di Keith Ridgway, mentre i film di riferimento includono Camera con vista e My Father’s Shadow. Queste influenze conferiscono alla collezione una profondità narrativa che supera il semplice aspetto estetico.
Un percorso che parte da un viaggio lungo il mare, attraversa l’arte, la lettura e la vita quotidiana, per giungere a una sfilata che – pur radicata nella tradizione sartoriale – guarda con speranza al futuro della moda.
