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Morte di Zoe Trinchero, svolta nelle indagini: 20enne confessa il femminicidio

morte Zoe Trinchero

Morte di Zoe Trinchero: arrestato il presunto responsabile, la comunità di Nizza Monferrato sotto shock. Ecco gli ultimi aggiornamenti sul caso.

La morte violenta di Zoe Trinchero, 17 anni, a Nizza Monferrato ha scosso profondamente la comunità locale e acceso i riflettori. Il caso, che vede coinvolto un ventenne già conosciuto dalla vittima, solleva interrogativi sul ruolo delle relazioni giovanili e sulle dinamiche che possono sfociare in tragedie improvvise, mentre le indagini cercano di ricostruire le ultime ore di vita della ragazza.

Zoe Trinchero trovata morta a Nizza Monferrato

Zoe Trinchero aveva terminato il turno al Bar della Stazione di Nizza Monferrato intorno alle 21 di ieri, venerdì 6 febbraio, e si era poi spostata in centro con alcuni amici. Secondo La Stampa, successivamente si sarebbe allontanata dal gruppo per incontrare l’aggressore e da quel momento non si erano più avute sue notizie. Il corpo della ragazza è stato ritrovato poco prima di mezzanotte nel greto del rio Nizza, con evidenti segni di violenza: lesioni al collo, tumefazioni al volto e percosse diffuse. Gli inquirenti ritengono che la giovane sia stata aggredita mortalmente e gettata nel corso d’acqua già priva di vita.

La scoperta del cadavere ha generato tensioni in città: “Siamo tutti scossi da quanto accaduto”, ha dichiarato il sindaco Simone Nosenzo, sottolineando lo sgomento della comunità di circa 10mila abitanti. Le indagini proseguono per ricostruire le ultime ore di vita di Zoe, accertare il movente e chiarire ogni responsabilità, mentre la cittadina resta profondamente segnata da questa tragedia.

Svolta sulla morte di Zoe Trinchero, fermato un giovane: “Ha confessato, è omicidio”

Un ragazzo di vent’anni, Alex Manna, è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso Zoe Trinchero, 17 anni, a Nizza Monferrato. Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, si tratterebbe dell’ex fidanzato della vittima. Pressato dalle evidenze raccolte durante le indagini, Manna avrebbe confessato davanti al pubblico ministero Giacomo Ferrando del Tribunale di Alessandria e ai carabinieri impegnati nel caso. Le dichiarazioni contrastanti raccolte dai testimoni nella notte hanno spinto gli investigatori a esaminare più a fondo il contesto, permettendo di ottenere riscontri oggettivi.

Secondo le prime indiscrezioni, inizialmente avrebbe tentato di depistare le indagini, indicando come colpevole un altro ragazzo con problemi psichiatrici, noto alle forze dell’ordine. La confessione è arrivata dopo oltre due ore di interrogatorio in caserma, durante le quali Manna è stato ascoltato alla presenza del suo avvocato.