Un nuovo evento sismico di media-forte intensità ha interessato le Filippine, richiamando l’attenzione sull’elevata instabilità geologica dell’area. La scossa di terremoto, avvertita in diverse zone di Mindanao, si inserisce nel contesto di una regione frequentemente colpita da terremoti a causa della complessa interazione tra le placche tettoniche del Pacifico.
Il contesto geologico delle Filippine
L’arcipelago filippino si colloca lungo la cosiddetta “Cintura di Fuoco” del Pacifico, una delle aree più instabili del pianeta dal punto di vista sismico e vulcanico. Qui la convergenza e la subduzione di diverse placche tettoniche generano frequenti terremoti e alimentano l’attività di numerosi vulcani attivi, tra cui Taal, Mayon e Kanlaon.
Anche l’evento registrato a Mindanao rientra in questa dinamica geologica: pur essendo stato percepito dalla popolazione locale come un tremore evidente, i dati preliminari suggeriscono effetti limitati, come lievi oscillazioni o la caduta di oggetti, senza conseguenze strutturali di rilievo.
Terremoto, scossa di magnitudo 6.0: momenti di terrore
Una scossa tellurica di intensità significativa, pari a circa 6 gradi di magnitudo, ha interessato l’isola di Mindanao, nel sud delle Filippine. Secondo quanto comunicato dal Centro di Ricerca Tedesco per le Geoscienze (GFZ) e da altri istituti sismologici internazionali, l’evento si è verificato nel primo pomeriggio locale, con epicentro nell’area marittima o costiera della regione di Maguindanao del Norte. Le stime sulla profondità variano tra i 10 e i 35 chilometri, indicando un terremoto relativamente superficiale.
Al momento non risulterebbero segnalazioni ufficiali di vittime o danni rilevanti, anche se la scossa è stata probabilmente avvertita in numerosi centri abitati nel raggio di oltre 100 chilometri.