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TikTok paga almeno 100 milioni all’Alabama per le accuse di dipendenza

TikTok paga almeno 100 milioni all’Alabama per le accuse di dipendenza

TikTok accetta di pagare fino a 300 milioni all’Alabama e di imporre nuovi limiti per gli utenti minorenni

Il procuratore generale dell’Alabama, Steve Marshall, ha ottenuto un accordo economico e operativo da parte di TikTok e della sua casa madre cinese ByteDance. La piattaforma dovrà versare almeno 100 milioni di dollari entro 45 giorni, con una soglia massima che può raggiungere i 300 milioni in caso di verifiche specifiche. L’accordo è stato siglato pochi giorni prima dell’avvio del processo, il quale avrebbe dovuto aprire per due o tre settimane davanti al tribunale statale di Montgomery.

Termini finanziari e tempistiche dell’accordo

Il pagamento verrà effettuato in una soluzione unica entro il termine di 45 giorni ma il valore finale potrà aumentare a seconda delle condizioni stabilite dal procuratore. L’importo richiesto rappresenta una delle richieste più consistenti avanzate da uno Stato contro una piattaforma digitale, segnando il primo patteggiamento di TikTok con una giurisdizione americana.

La somma minima è destinata a sostenere iniziative locali contro i problemi di salute mentale legati all’uso intensivo dei social.

Limiti d’uso e protezioni per i minori

Oltre al risarcimento, TikTok si è impegnato a introdurre una serie di misure preventive: un limite giornaliero di due ore per gli utenti sotto i 18 anni, pause obbligatorie di almeno 15 minuti dopo ogni sessione, e un blocco dell’accesso durante le ore notturne.

Inoltre, la piattaforma dovrà inviare notifiche ai genitori ogni volta che il figlio supera la soglia prevista. Queste disposizioni puntano a contrastare la cosiddetta dipendenza digitale che, secondo l’autorità statale, è alimentata dall’algoritmo di raccomandazione infinito di TikTok.

Motivazioni della causa e richieste dello Stato

La denuncia dell’Alabama accusa TikTok di aver progettato il proprio algoritmo in modo da spingere i giovani verso contenuti sempre più estremi, inclusi video violenti o legati all’autolesionismo. La corte avrebbe dovuto valutare se la piattaforma avesse falsamente dichiarato di limitare l’accesso a questi contenuti, ottenendo così una classificazione di “app sicura” negli store di Google, Apple e Microsoft. Inoltre, il provvedimento citava presunte violazioni della privacy, sostenendo che TikTok potesse condividere dati con il governo cinese.

TikTok ha difeso la propria posizione facendo leva sulla Sezione 230 del Communications Decency Act che la legge federale considera una tutela per le piattaforme contro le responsabilità dei contenuti generati dagli utenti. Nonostante la difesa, la società ha preferito negoziare per evitare un processo nazionale che potesse dare luogo a ulteriori cause analoghe, già intentate da almeno 27 altri Stati e da Washington, D.C.

Implicazioni future per la piattaforma e per gli utenti

Il nuovo regime di limitazioni promette di cambiare radicalmente l’esperienza di consumo dei contenuti da parte dei minorenni. Gli avvisi per i genitori potranno fornire una maggiore trasparenza sul tempo speso sulla piattaforma, mentre le restrizioni notturne mirano a ridurre il rischio di uso compulsivo prima di dormire. Se le condizioni di pagamento raggiungeranno i 300 milioni, l’accordo potrebbe diventare un riferimento per altre giurisdizioni che stanno valutando interventi simili contro le cosiddette app ad alto rischio per la salute mentale. La vicenda sottolinea, infine, la crescente attenzione delle autorità statunitensi verso le dinamiche di mercato delle grandi piattaforme digitali e i loro impatti sulla popolazione più vulnerabile.

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