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La comunità di Cortina d’Ampezzo è stata scossa da una tragedia avvenuta la notte dell’8 gennaio, quando Pietro Zantonini, un vigilante di 55 anni originario di Brindisi, è deceduto mentre svolgeva il suo lavoro in un cantiere olimpico. Questo evento ha acceso un dibattito sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza nei cantieri legati alle imminenti Olimpiadi Invernali 2026.
Vigilante muore in cantiere Olimpiadi: le circostanze della morte
Secondo le prime informazioni, Zantonini si è sentito male durante il suo turno di vigilanza, che si svolgeva all’aperto in condizioni climatiche estremamente rigide, con temperature che raggiungevano i -12 gradi. Nonostante i tentativi dei colleghi di prestargli soccorso e la tempestiva chiamata ai servizi di emergenza, per il vigilante non c’è stato nulla da fare. La procura ha avviato un’indagine per chiarire le cause del decesso.
Reazioni della comunità e della famiglia
La notizia della morte di Zantonini ha suscitato un profondo rammarico tra i membri della comunità. Il sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi, ha espresso il proprio cordoglio. La famiglia della vittima ha presentato una denuncia formale, richiedendo l’effettuazione di un’autopsia e una chiarificazione sulle condizioni lavorative che hanno preceduto il decesso. Secondo i familiari, il vigilante aveva più volte segnalato preoccupazioni riguardo ai turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate misure di sicurezza.
Il contesto lavorativo e le preoccupazioni
La questione delle condizioni di lavoro nei cantieri per eventi di grande portata, come le Olimpiadi, è tornata al centro del dibattito pubblico. La famiglia di Zantonini, assistita dall’avvocato Francesco Dragone, ha evidenziato che il vigilante si era lamentato più volte dei rischi legati ai turni di lavoro, specialmente in un contesto così sfavorevole. Tali segnalazioni sollevano interrogativi fondamentali sulla sicurezza e le tutele per i lavoratori impiegati in progetti di grande rilevanza.
Il ruolo dei sindacati
I rappresentanti sindacali hanno espresso preoccupazione per la situazione, sottolineando che le indagini in corso dovranno determinare le cause della morte di Zantonini. Roberto Toigo, segretario generale della Uil Veneto, ha dichiarato che è fondamentale garantire la sicurezza dei lavoratori e che nessuna morte sul lavoro debba essere considerata un evento inevitabile. La comunità e le autorità sono unite nel chiedere un maggiore impegno per evitare che simili tragedie si ripetano in futuro.
Verso un futuro più sicuro
Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi Invernali, diventa fondamentale che le autorità competenti analizzino attentamente le pratiche di sicurezza adottate nei cantieri. L’inchiesta avviata dalla procura di Belluno, sotto la direzione del pubblico ministero Claudio Fabris, ha l’obiettivo di chiarire le responsabilità e garantire che le condizioni di lavoro rispettino gli standard di sicurezza richiesti.
La morte di Pietro Zantonini non deve essere dimenticata. La sua famiglia e la comunità di Cortina richiedono giustizia e una revisione delle procedure di sicurezza, affinché ogni lavoratore possa svolgere il proprio lavoro in un ambiente sicuro e protetto. Solo in questo modo si potrà evitare di pagare un prezzo così elevato per il diritto al lavoro.