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Tram deragliato a Milano: spunta l’ipotesi della telefonata del conducente, i legali contestano la ricostruzione

tram deragliato Milano

Attimi precedenti al deragliamento del tram 9 a Milano e valutazione delle eventuali responsabilità del conducente: gli elementi finora emersi.

Le indagini sul deragliamento del tram 9 avvenuto a Milano, nei pressi di Porta Venezia, stanno cercando di chiarire le cause di un incidente grave che ha provocato due vittime e numerosi feriti. Al centro degli accertamenti vi è la condotta dell’autista, Pietro Montemurro, con particolare attenzione agli ultimi istanti prima dello schianto e a possibili fattori come l’uso del telefono o un improvviso malore, mentre proseguono le verifiche tecniche sui dati del mezzo e sulla documentazione acquisita anche presso Azienda Trasporti Milanesi.

Tram deragliato a Milano: spunta l’ipotesi della telefonata del conducente prima dell’incidente

Le indagini sul deragliamento del tram 9 avvenuto il 27 febbraio a Milano, nella zona di Porta Venezia lungo viale Veneto, stanno cercando di definire con precisione la sequenza degli eventi che ha preceduto l’impatto contro un edificio. Come riportato dall’Ansa, secondo gli accertamenti della polizia locale, coordinata dagli inquirenti, emergerebbe che l’autista del tram, Pietro Montemurro, avrebbe terminato una telefonata pochi secondi prima dell’incidente. In particolare, le verifiche indicano che tra la fine della chiamata e il deragliamento sarebbero trascorsi circa dodici secondi, anche se tali dati sono ancora oggetto di verifica e potrebbero subire variazioni una volta analizzata la scatola nera del mezzo.

L’orario dell’impatto, ricostruito anche grazie alle immagini di una dash cam presente su un taxi, viene collocato intorno alle 16:11. Gli investigatori stanno confrontando con precisione le registrazioni dei dispositivi per allineare ogni singolo istante della sequenza. In parallelo, viene ricostruita la condotta del conducente, che avrebbe saltato una fermata e non attivato uno scambio, causando una manovra improvvisa a circa 50 km/h che ha portato il convoglio a deviare bruscamente verso sinistra prima dello schianto.

I telefoni, in base alle direttive ATM, non possono essere utilizzati mentre si è alla guida. L’azienda ha inoltre sottolineato che l’impiego del cellulare da parte dei conducenti durante la guida costituisce una grave violazione delle norme interne e delle regole di sicurezza, oltre che del Codice della Strada. L’azienda resta in attesa degli sviluppi delle indagini affidate all’autorità giudiziaria.

Tram deragliato a Milano: l’ipotesi della telefonata e la versione difensiva

La versione difensiva, rappresentata dagli avvocati Benedetto Tusa e Mirko Mazzali, contesta la ricostruzione circolata, sostenendo che la comunicazione telefonica sarebbe cessata almeno un minuto e mezzo prima dell’impatto. A loro avviso, i dati tecnici provenienti da GPS e analisi dei tabulati telefonici smentirebbero l’ipotesi che il conducente fosse impegnato in una conversazione al momento dell’incidente. Stando alle indiscrezioni dell’Ansa, i legali hanno inoltre criticato la diffusione di informazioni preliminari, affermando che “I processi si dovrebbero fare nelle aule, non violando il segreto istruttorio”.

Un ulteriore elemento al vaglio degli inquirenti riguarda la possibile condizione fisica del conducente. Tra le ipotesi considerate vi è quella di un malore improvviso, una “sincope vasovagale” che potrebbe aver provocato la perdita dei sensi. In precedenza, durante il servizio, l’autista avrebbe effettuato una manovra per assistere un passeggero con disabilità, ferendosi a un piede, circostanza che potrebbe aver contribuito al peggioramento delle sue condizioni.

Le autorità stanno acquisendo documentazione presso Azienda Trasporti Milanesi e altri enti competenti, includendo regolamenti interni e registri di servizio, mentre prosegue l’attività investigativa coordinata dalla magistratura per chiarire ogni responsabilità.